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Borsa Italiana, sindacati lamentano disinvestimento Euronext, al via primo sciopero storia

L'edificio della Borsa di Milano nel centro di Milano

MILANO (Reuters) - I sindacati hanno annunciato il primo sciopero della storia di Borsa Italiana lamentando un "costante, sistematico e complessivo disinvestimento" dall'Italia dell'azionista Euronext.

In una nota Fabi, First Cisl, Fisac Cgil hanno dichiarato che si terrà il 27 giugno uno sciopero nelle ultime due ore della giornata fino a fine servizio. Inoltre il 4 e l'11 luglio sono previsti scioperi con astensione dal lavoro dalle 11,30 alle 12,30 per Cassa Compensazione e Garanzia, più una serie di scioperi, cadenzati nell'arco dei prossimi 30 giorni, da straordinari e reperibilità.

I sindacati puntano il dito contro "lo svuotamento dall'interno delle strutture italiane" da parte di Euronext.

"Scelta questa che desta profonda preoccupazione per la tenuta della competitività complessiva del sistema Paese, oltre che per le evidenti e potenziali ricadute occupazionali e depauperamento delle professionalità presenti sul territorio italiano", dicono i sindacati.

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"Vogliamo che sia mantenuto un centro decisionale in Italia di tutte le funzioni strategiche di Borsa, ad esempio Monte Titoli e Mts", aggiunge Gabriele Poeta Paccati, segretario generale della Fisac Cgil Lombardia.

In una nota Euronext e il gruppo Borsa Italiana affermano che stanno collaborando "costruttivamente con le rappresentanze sindacali per raggiungere gli obiettivi di crescita delle società italiane e del gruppo".

"Grazie all'impegno dei nostri colleghi e agli investimenti significativi del Gruppo Euronext in Italia, obiettivi ambiziosi come lo sviluppo della Clearing House italiana a livello europeo e la migrazione dei mercati italiani sulla piattaforma Optiq sono diventati realtà", prosegue la nota che parla di "strategia orientata alla crescita e alla competitività" e ricorda le oltre 100 nuove posizioni create dall'integrazione di Borsa Italiana nel nuovo gruppo.

Dal segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, arriva un invito ad asternersi da strumentalizzazioni politiche della vicenda.

"È una vertenza sindacale aziendale a tutela di chi lavora in Borsa italiana che non deve essere strumentalizzata politicamente ... Qualsiasi altra lettura di questa iniziativa corre il rischio di pregiudicarne il buon esito", avverte in una nota.

(Sara Rossi, Gianluca Semeraro, Giuseppe Fonte, editing Claudia Cristoferi)