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Buste dei rifiuti con i microchip e gps: più ricicli meno paghi

·4 minuto per la lettura
(Photo: Anton Petrus via Getty Images)
(Photo: Anton Petrus via Getty Images)

(di Andrea Bertaglio)

La gestione dei rifiuti ha fatto negli ultimi anni grandi progressi, grazie alla raccolta differenziata con il sistema porta a porta, che ha ridotto la quantità di rifiuti non riciclati. Questo tipo di raccolta, pur avendo rappresentato una svolta nel riciclo dei rifiuti, continua a presentare delle criticità. Molte startup italiane si stanno ingegnando per risolverle e rendere la gestione dei rifiuti urbani più innovativa ed efficiente. Ma soprattutto, cambiando l’approccio verso queste tematiche.

Una di queste è Worm (Waste Organization and Reduction Management - Gestione dell’Organizzazione e della Riduzione dei Rifiuti) che ha creato WormApp, un sistema brevettato molto semplice che nasce dall’idea dei due attivisti ambientali Roberto Pirani e Pietro Garelli. Grazie a WormApp possono essere superati molti problemi del porta a porta, permettendo l’eliminazione dei cassonetti lungo le strade specialmente dove di spazio ce n’è poco, come ad esempio nei centri storici.

“WormApp è una piattaforma fisica e digitale. Punta ad applicare soluzioni già consolidate per concretizzare l’esperienza della città dei 15 minuti teorizzata in Francia”, spiega Roberto Pirani: “L’idea è nata da un’esperienza pluriennale nella gestione dei rifiuti nei centri storici e nei luoghi turistici: le postazioni del servizio coincidono con la sosta del mezzo secondo un calendario specifico e per tempi adeguati al contesto, con l’ausilio di un operato”.

In pratica, con questa nuova piattaforma tecnologica i cittadini hanno a disposizione orari e giorni fissi in cui recarsi a depositare i rifiuti in postazioni dedicate, disseminate in diverse zone della città, in cui staziona un mezzo di raccolta per un tempo predeterminato. Lo stazionamento nei punti di raccolta è gestito tramite software, che si collega a sensori intelligenti di cui le postazioni sono dotate, così da consentire un processo automatico di identificazione e accesso.

Il sistema smart si basa su strumenti hi-tech come antenne di rilevamento dei contenitori degli utenti, buste telate riutilizzabili dotate di chip, computer di bordo connesso a Internet, Gps per individuare le soste e i percorsi dei mezzi. L’aspetto innovativo di questo sistema consiste in particolare nella serie di sensori e attrezzature come le antenne di rilevamento dei contenitori degli utenti; o quelle Gps per individuare soste e percorsi del mezzo; o ancora nei sistemi di riconoscimento dell’utente. I vantaggi riguardano dunque anche la possibilità di applicare una tariffa puntuale, cioè proporzionale ai rifiuti indifferenziati che si buttano: più ricicli meno paghi. Il cittadino non deve far altro che scaricare e installare l’App sul proprio telefonino, per sapere i giorni e gli orari in cui portare i rifiuti. Questo risolve ad esempio il problema dei rifiuti organici, che il porta a porta in alcuni casi costringe a tenere in casa per molto tempo con ovvi disagi: in questo modo può essere consegnato tutti i giorni con maggior libertà.

Una gestione innovativa dei rifiuti, insomma, che propone servizi con importanti risparmi in termini di costi, emissioni e impatti. Non solo, in questo modo viene anche rivalorizzato lo spazio pubblico comune. Una volta che l’orario del servizio rifiuti è stato espletato, infatti, quello spazio può essere utilizzato diversamente.

L’evoluzione del modello apre infatti all’uso delle postazioni tecnologiche per numerose altre attività, ad esempio con la ricarica dei mezzi elettrici in ogni postazione. Aggiunge Pirani: “Si risolvono così le problematiche del cosiddetto ultimo miglio, grazie alle postazioni stesse che erogano diversi servizi nelle 24 ore giornaliere, non solo la gestione in alta qualità della raccolta differenziata: anche carico e scarico merce per i negozi, consegna di pacchi o della spesa ordinata, vendita di cibo sfuso ecc. ecc., a seconda delle esigenze specifiche di ogni città.”

Ma WormApp non è l’unica realtà in Italia ad aver ottenuto questi risultati. Sono tante le startup che si cimentano nel rendere la vita più semplice, gestendo i servizi in maniera più agile e più sostenibile per l’ambiente. Un esempio è Ecofly, che ottimizza la gestione dei rifiuti sul territorio grazie alla tecnologia. Anche Ecofly ha sviluppato un software che valuta i singoli conferimenti e la disponibilità dei cittadini a riciclare direttamente presso le isole ecologiche, sgravando il Comune dei costi relativi. Grazie a questo sistema, viene incentivata una gestione virtuosa dei rifiuti, sensibilizzando e responsabilizzando i cittadini e risolvendo in modo originale le esigenze giornaliere di ogni centro urbano, con vantaggi economici sia per i cittadini che per gli enti locali.

Sulla stessa linea si muove Innovando che, grazie all’innovazione digitale, ha messo a punto una piattaforma cloud con algoritmi di ottimizzazione per costruire network di smaltimento in grado di consentire una connessione costante e aiutare i produttori di rifiuti a raggiungere i loro obiettivi di raccolta. Lo scopo è sempre quello di integrare la progettazione dello smaltimento rifiuti al concetto di smart city, e cioè a tutto ciò che riguarda la funzionalità di un centro urbano: i servizi, la mobilità, l’energia. Cercando di assicurare il miglior risultato in termini di efficienza, tutela ambientale e risparmio economico. Perché in fondo, come recita la stessa WormApp in uno dei suoi primi slogan, “i rifiuti sono solo materiali al posto sbagliato”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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