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Crolla un mito: lavorare per Facebook non è più il sogno dei giovani ingegneri

(Photo by Chesnot/Getty Images)

Tutta colpa degli scandali sulla privacy. Facebook fatica un po’ a trovare nuovi dipendenti rispetto a qualche anno fa. La società rappresenta il primo social network al mondo per numero di iscritti e ha visto salire i suoi ricavi fino a 55,83 miliardi di dollari, ma è meno appetibile per i giovani laureati delle più importanti università degli Stati Uniti.

Meno appeal

In un articolo pubblicato su Cnbc, si legge che in poco più di un anno le proposte che arrivano dall’azienda di Mark Zuckerberg hanno perso appeal, passando dall’85 per cento di risposte positive dell’anno accademico 2017/2018 a una percentuale attuale che oscilla tra il 35 e il 55 per cento.

Lo scandalo sulla privacy

A minare la credibilità di Facebook sono stati gli scandali legati alle violazioni della privacy e soprattutto al caso Cambridge Analytica, scoppiato nel marzo 2018. Da allora, anche al suo interno Facebook ha dovuto fare a meno di tanti collaboratori che hanno deciso di lasciare l’azienda, apertamente in contrasto sulla linea tenuta su determinati argomenti, come la fake news, la vendita di dati sensibili e le influenze rispetto alle elezioni negli Stati Uniti.

Chi rifiuta

A rifiutare le pur generose offerte sarebbero soprattutto ingegneri e sviluppatori, che si trovano più esposti alla gestione in prima persona dei sistemi e dei servizi messi ora sotto i riflettori di tutte le autorità in Europa e nel mondo. Il caso più emblematico è quello della Carnegie Mellon University, in Pennsylvania, tra le migliori Università degli Stati Uniti e dove oggi una studente su tre rifiuterebbe un contratto con Menlo Park.

Nuovi progetti

Facebook sta cercando di aprirsi a nuovi progetti per superare le recenti criticità. Dalla creazione di una criptovaluta, alla costruzione di robot, fino alle possibilità aperte da una fusione tra Messenger, Instagram e Whatsapp. I giovani neolaureati che rifiutano un contratto con Facebook, comunque, non restano certo senza lavoro, trovandolo in colossi rivali come Google, Amazon o Microsoft, o in altre realtà della Silicon Valley.

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