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Tlc europee chiedono a Big Tech condivisione costi di rete

Opuscoli con il logo di Deutsche Telekom AG nel negozio della sede centrale del gigante tedesco delle telecomunicazioni a Bonn.

BRUXELLES (Reuters) - Deutsche Telekom, Orange, Telefonica, Telecom Italia e altri 12 provider tlc europei stanno facendo pressione affinché le grandi aziende tecnologiche condividano i costi di rete, citando la crisi energetica e gli obiettivi di cambiamento climatico Ue.

L'appello giunge mentre la Commissione europea si prepara a chiedere feedback di entrambe le parti prima di presentare una proposta legislativa che potrebbe costringere le aziende tecnologiche a contribuire al pagamento del roll-out del 5G e dei cavi in fibra in tutta l'Unione europea.

Il settore, che investe ogni anno circa 50 miliardi di euro in infrastrutture, ha bisogno di maggiori finanziamenti e con urgenza, hanno detto gli amministratori delegati delle aziende in un comunicato.

"I costi di progettazione e costruzione stanno aumentando. I prezzi dei cavi in fibra ottica, ad esempio, sono quasi raddoppiati nel primo semestre del 2022. Allo stesso modo, gli aumenti dei prezzi dell'energia e di altri fattori produttivi stanno colpendo il settore della connettività", hanno detto.

"È necessario agire tempestivamente: L'Europa ha perso molte delle opportunità offerte da Internet per i consumatori. Ora deve costruire rapidamente le forze per l'era dei metaversi", hanno detto i Ceo.

"Affinché ciò avvenga e sia sostenibile nel tempo, riteniamo che i maggiori generatori di traffico debbano contribuire in modo equo ai notevoli costi che attualmente impongono alle reti europee".

Tra gli altri firmatari della dichiarazione figurano Vodafone, Bouygues Telecom, Kpn, BT Group, Telia Company, Fastweb e Altice Portugal.

Gli operatori di telecomunicazioni europei sostengono che le aziende tecnologiche statunitensi come Google, Meta e Netflix rappresentano più della metà del traffico internet e dovrebbero sostenere parte dei costi di aggiornamento delle infrastrutture.

Le Big Tech hanno respinto tali richieste, affermando di stare già investendo in attrezzature e tecnologie per fornire contenuti in modo più efficiente.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)