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Banco Bpm sale in borsa, Cattolica giù dopo annuncio divorzio, mercato guarda a M&A

·3 minuto per la lettura

MILANO (Reuters) - L'annuncio del divorzio tra Banco Bpm e Cattolica nella bancassurance anima la borsa che penalizza la compagnia veronese e premia la banca guidata da Giuseppe Castagna guardando anche alle prospettive M&A che possono scaturire dalla mossa dell'istituto di Piazza Meda.

Ieri Banco Bpm ha comunicato di aver esercitato l'opzione per acquisire la quota del 65% detenuta da Cattolica nelle joint venture di bancassurance ritenendo di averne titolo a causa del cambio di controllo sulla compagnia a seguito dell'operazione societaria con Generali.

Cattolica ha contestato la decisione sostenendo che la tesi del cambio di controllo non trova riscontro in base alle normative e ai contratti sottoscritti con la banca, oltre all'orientamento espresso dall'Ivass che ha consentito l'ingresso di Generali nel capitale con una quota del 24,4%.

Intorno alle 12,30 il titolo Cattolica perde il 3,2% mentre Banco Bpm sale dello 0,39% in un contesto debole per il settore bancario italiano con l'indice di settore che cede lo 0,64%.

L'iniziativa di Banco Bpm porterà molto probabilmente un contenzioso tra le due società e la richiesta di un arbitrato, dicono fonti vicine alla vicenda.

Secondo le fonti, se da un lato l'esercizio dell'opzione call da parte di Banco Bpm è legata a una scadenza prevista rispetto all'esecuzione del presunto "change of control" per Cattolica, dall'altro la compagnia veronese è al momento ancora una cooperativa dato che la prevista trasformazione in Spa avverrà soltanto ad aprile dell'anno prossimo.

Questo, mentre i rapporti tra i due partner sarebbero insoddisfacenti soprattutto dopo l'ingresso di Generali, dicono le fonti.

Il valore della quota è stimata da Banco Bpm in circa 337,7 milioni di euro a fronte degli 853 milioni pagati da Cattolica nel 2018 quando è stato chiuso l'accordo sulle attività assicurative.

"La mossa, inoltre, migliora la posizione di Banco Bpm in qualsiasi operazione di M&A in quanto l'istituto avrebbe mano libera per negoziare nuove partnership di bancassicurazione in un'operazione di M&A, e in particolare in un accordo con Bper", nella quale Unipol è il maggiore azionista, dice Banca Imi in una nota.

La scorsa settimana alcune fonti hanno riferito che Banco Bpm e Bper guardano a un'ipotesi di integrazione che potrebbe configurarsi come un 'merger of equals', con l'intenzione di raggiungere un possibile accordo la prossima primavera.

Anche Citi sottolinea la maggiore facilità per Banco Bpm di negoziare un potenziale merger se la banca avrà il pieno possesso delle joint venture assicurative.

"Se la posizione di Banco Bpm dovesse prevalere, sarebbe molto positivo" per la banca in quanto migliorerebbe la sua flessibilità strategica sia su base stand-alone che in uno scenario di consolidamento, commenta Mediobanca Securities secondo cui una fusione con Bper sarebbe un'opzione razionale sia al punto di vista finanziario che strategico.

Gli analisti di Mediobanca Securities, che hanno declassato il titolo Cattolica a "underperform" da "outperform" con un target price ridotto a 4,20 da 5,50 euro, sottolineano inoltre l'incertezza e gli elevati rischi che si aprirebbero per i conti della compagnia.

Quanto ai riflessi su Generali, Mediobanca Securities stima un impatto negativo di circa 100 milioni, nello scenario peggiore derivante dal deprezzamento della partecipazione in Cattolica, anche se poco rilevante se confrontato alla capitalizzazione del gruppo triestino.

"Non ci aspettiamo che Generali faccia una mossa audace su Cattolica a breve termine, almeno fino a quando la questione tra Banco Bpm e Cattolica rimarrà aperta", si legge nel report di Mediobanca Securities.

Generali, aggiunge il report, si trova in una posizione di "limbo" incastrata in un trade-off che vede da un lato la possibilità di sfruttare la debolezza del titolo anche in vista del prossimo aumento di capitale in opzione di Cattolica, e dall'altro il rischio di prestare il fianco a Banco Bpm sulla questione del cambio di controllo.

(Andrea Mandalà, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)