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Borsa Milano in cauto rialzo al traino di banche, corre Ferrari, vendute le utility

Una donna davanti all'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Piazza Affari si muove con gli indici in lieve rialzo in una seduta senza grandi scossoni, di consolidamento dopo il tonfo di ieri seguito al dato sull'inflazione Usa, superiore alle attese a livello mensile.

"Sui mercati ci sono un po' di ricoperture che potremo vedere fino a venerdì in attesa di quanto deciderà la Fed la prossima settimana", osserva un trader in riferimento al meeting del 21 settembre, con attese per un rialzo da 75 a 100 punti base.

Intorno alle 16,20 l'indice FTSE Mib guadagna lo 0,35%, con volumi prossimi a 900 milioni di euro.

A Wall Street indici in cauto rialzo dopo la brusca frenata ieri.

Tra i titoli in evidenza:

Sempre tonici i bancari, sostenuti dalle ricoperture dopo il rialzo dei tassi Bce deciso la settimana scorsa che aiuta i margini degli istituti di credito, spiegano i trader. UNICREDIT e INTESA SANPAOLO guadagnano rispettivamente 1,8% e 0,4%. Ancora meglio BPER e BANCO BPM che salgono di circa il 3%. In netto calo invece BANCA MPS (-2,2%), con il titolo in balia dei timori sulle possibilità di successo dell'aumento di capitale iperdiluitivo da 2,5 miliardi.

Ben raccolta la società dei pagamenti digitali NEXI che registra un balzo del 3,2%.

Seduta tonica anche per FERRARI che guadagna 2,2% dopo la presentazione del suo primo attesissimo Suv, il Purosangue, un 12 cilindri a benzina. Secondo le stime di Banca Akros, il gruppo potrebbe vendere 1.250 unità della Purosangue a partire dal 2023 a un prezzo medio di 300.000 euro, il che implica un Ebitda aggiuntivo di circa 144 milioni.

Vendite invece sulle utilities per via del dibattito in corso legato alla tassazione sugli extra profitti. L'intenzione di limitare i ricavi dei generatori di energia elettrica low-cost e costringere le oil&gas a condividere i guadagni ottenuti in seguito all'impennata dei prezzi dell'energia è stata confermata oggi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. La peggiori IREN e HERA con ribassi intorno al 4% seguite da A2A con -2,1%.

ERG guadagna l'1%: Akros ritiene che il titolo offra ancora una buona visibilità sulla crescita dei ricavi e dell'Ebitda con disciplina finanziaria.

ITALGAS cede l'1,5% dopo che Credit Suisse ha tagliato il prezzo obiettivo a 5,6 euro da 5,8 euro.

(Giancarlo Navach, editing Sabina Suzzi)