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Borsa Milano prosegue poco mossa, miste banche, bene Pirelli, Stellantis, giù Enel

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 18 marzo (Reuters) - Indici poco mossi a Piazza Affari, e più in generale sui mercati europei, il giorno dopo la riunione del Fomc. La Fed ha promesso di mantenere una politica monetaria accomodante, nonostante la stima di un rapido balzo per la crescita economica Usa nel 2021.

Tuttavia, a dispetto dei commenti decisamente distensivi del presidente Jerome Powell, da cui emerge che la Fed non intende aggiustare i tassi al rialzo fino a fine 2023, il rendimento dei Treasuries 10 anni si è portato a 1,75%, massimo da 14 mesi. Quanto a Wall Street rallenta l'S&P 500 rispetto al massimo storico raggiunto ieri, mentre ritraccia in maniera più vistosa il Nasdaq.

Altalenante lo spread del rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi intorno ai 96 punti base.

Sul fronte delle materie prime, in forte calo il prezzo del Brent (-3,9%), alla sua quinta seduta negativa consecutiva dovuta al dollaro forte, all'ulteriore incremento delle scorte Usa e alla crisi economica a causa della pandemia.

Tra i titoli in evidenza:

Rallentano alcuni bancari dopo il recente rally innescato dalle attese del mercato su operazioni di M&A: sotto i massimi dell'avvio BANCO BPM che comunque guadagna l'1,2%, mentre BPER arretra dello 0,5%. Sempre toniche UNICREDIT e INTESA SANPAOLO in salita dell'0,8% e dell'1,5% rispettivamente.

Denaro anche su TELECOM ITALIA che si assesta intorno a +1,5%, aiutata anche dal miglioramento di giudizio a "neutral" da parte di Exane.

Snam cedente (-0,4%) dopo l'apertura positiva stamani sulla scia della revisione al rialzo della guidance sull'utile netto adjusted 2021, a 1,17 miliardi di euro dai circa 1,13 miliardi stimati a novembre 2020. Il gruppo ha chiuso lo scorso anno con ricavi ed Ebitda adjusted in crescita. Secondo Equita, "i risultati sono migliori delle stime sia a livello operativo che di utile netto, anche grazie a degli one-offs".

Enel peggiora e si muove in calo dell'1,6%% in attesa dei risultati definitivi 2020 oggi a mercati chiusi. Giù anche A2A (-0,9%) dopo i risultati definitivi 2020 in linea con le attese e con un incremento della cedola.

Nonostante il calo del prezzo del petrolio, tiene Eni (+0,2%), meglio rispetto al settore petrolifero europeo che cede lo 0,6%. Ieri pomeriggio il Tribunale di Milano ha assolto tutti gli imputati, tra cui l'AD Claudio Descalzi, al termine del processo di primo grado sulle presunte tangenti pagate dal gruppo petrolifero e da Shell in Nigeria. "La sentenza di piena assoluzione elimina una fonte di rischio che pendeva da diversi anni sul titolo", scrive Equita nel daily. Secondo il broker Bestinver, "la notizia è positiva per Eni, ma non ha impatti significativi sul titolo perché il mercato aveva sempre dato poco peso al caso".

In rialzo anche i titoli dell'automotive, in sintonia con l'Europa (+1,4%). In evidenza soprattutto Pirelli (+2,4%) e Stellantis (+2,7%).

Trascurata Atlantia (-1,3%) per la quale pesa sia lo stallo nel negoziato per la vendita di Aspi al consorzio guidato da Cdp sia i dati sul traffico autostradale la scorsa settimana che evidenziano ancora le difficoltà legate alle restrizioni negli spostamenti.

Mediaset sale dell'1,3% dopo che, secondo una fonte, ha presentato un'offerta preliminare per la quota detenuta da Bertelsmann nella Tv francese M6. La società italiana non ha commentato.