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Cambio EUR/USD e Brexit: l’Accordo tra Bruxelles e Londra pesa anche sul Dollaro

Alberto Ferrante
·2 minuto per la lettura

Il Cambio EUR/USD, come tante altre classi di assets, attrarrà chiaramente volumi di scambio sensibilmente inferiori nella settimana che si apre quest’oggi, dopo la pausa natalizia.

In assenza di importanti market movers nel corso di questa ultima settimana dell’anno, resta importante continuare a concentrare l’attenzione sulla debolezza intrinseca del dollaro e sull’impatto dell’accordo sulla Brexit, giunto alla Vigilia di Natale dopo estenuanti trattative tra Bruxelles e Londra.

La settimana scorsa, il cambio EUR/USD ha terminato la sua corsa a quota 1,2180 circa e già stamattina il cross si muove intorno a quota 1,2220. Adesso il cambio continuerà a spingersi al rialzo sfruttando principalmente il traino fornito da un lato dal pacchetto di stimoli statunitense e dall’altro dal già citato accordo sulla Brexit.

Nel breve termine, il cambio EUR/USD continuerà probabilmente a muoversi anche fino a quota 1,2275, ma l’andamento rialzista che si sta imponendo nella mattinata di oggi potrebbe rivelarsi più incerto rispetto alle scorse settimane.

La prima linea di supporto è invece quella fissata a quota 1,2130 e solo scendendo sotto quota 1,21 si potrà parlare di una vera contrazione del Fiber in grado di frenare il rally della moneta unica. Allo stato attuale, questa è ancora una prospettiva poco verosimile.

Brexit: l’accordo è fatto e pesa sul dollaro

Si apre una nuova era con l’accordo sulla Brexit, che è giunto negli scorsi giorni segnando infine il divorzio tra il Regno Unito e l’Unione Europea.

L’intesa entrerà in vigore già dal 1° Gennaio 2021 e dovrà ricevere il via libera al Parlamento britannico e al Consiglio europeo, sicuramente dopo la fine dell’anno.

Alla base dell’accordo raggiunto dopo settimane di negoziazioni serrate ci sono anche il libero scambio, la trasparenza fiscale, la protezione dei dati e il coordinamento sulla previdenza.

La Brexit pesa adesso anche sul dollaro statunitense, che dopo aver tentato una ripresa si ritrova nuovamente indebolito dal rapido apprezzamento della sterlina. Insieme ai pacchetti di stimolo statunitensi, l’accordo potrebbe aver infatti spostato l’attenzione degli investitori verso valute più rischiose come l’euro e la sterlina.

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This article was originally posted on FX Empire

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