Monti propone il contratto a tempo indeterminato flessibile

La proposta del Professore sul lavoro: un contratto che dia tutele al lavoratore e libertà al datore di lavoro

Il premier Mario Monti, a Milano con Pietro Ichino per presentere le proposte di riforma del welfare della sua nuova creatura politica, Scelta civica con Monti, lancia la proposta di un nuovo contratto a tempo indeterminato, ma flessibile in uscita.

Un modello che comporta un nuovo intervento sulla riforma Fornero e che era già stato anticipato in un’intervista al Mattino, sottolineando che “le linee guida sono chiare: bisogna ridurre il divario di protezioni che c'è fra lavoratori dipendenti inclusi nel sistema e precari, favorendo l'ingresso dei più giovani. La nostra formula sarà quella di sperimentare attraverso la contrattazione collettiva un contratto a tempo indeterminato che sia più flessibile e meno costoso. E porti gradualmente al superamento dell'attuale dualismo del mercato del lavoro subordinato". 

Concretamente, significa “garantire, a fronte di un’assunzione a tempo indeterminato, in caso di licenziamento non discriminatorio, tutela a tanti giovani che oggi ne sono privi”. Per riuscirci, "occorre far leva su di una incisiva riduzione del cuneo fiscale". Un modello, come spiegato da Pietro Ichino, candidato con Monti, e giuslavorista, in un’intervista a Il Sussidiario, che consenta la “regolarizzazione di centinaia di migliaia di collaborazioni autonome continuative fasulle, senza choc di costo e rigidità per le imprese”.

A Prima Comunicazione, criticando la cattiva riuscita della trasformazione dei contatti a progetto in rapporti di lavoro subordinati regolari, come auspicato dalla Legge Fornero, Ichino aveva dichiarato che “questa è la conseguenza del non aver coniugato la norma di contrasto all’abuso delle 'collaborazioni a progetto' con il varo di un nuovo modello di rapporto di lavoro dipendente capace di essere davvero universale”.

E a domanda sull’opportunità di superare la divisione tra garantiti e non, semplicemente tagliando i privilegi dei primi, aveva risposto: “Non ce ne sarebbe alcun bisogno, se la nuova disciplina semplificata venisse varata per essere applicata solo alle nuove assunzioni. I vecchi rapporti di lavoro subordinato a tempo regolare a tempo indeterminato potrebbero continuare con la disciplina vecchia, la quale verrebbe gradualmente sostituita dalla nuova, per effetto del turnover delle aziende.

Il problema, oggi, è che la normativa di contrasto agli abusi è stata adottata senza che il nuovo modello venisse varato per i nuovi assunti e senza che la vecchia disciplina generale venisse ristrutturata in modo da renderla più adatta ad applicarsi a tutte le situazioni di lavoro effettivamente dipendente”.