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Covid Lungo, danni multipli agli organi nel 70% dei casi: lo studio

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
(AP Photo/Jean-Francois Badias)
(AP Photo/Jean-Francois Badias)

Danni gravi anche a distanza di quattro mesi dall’infezione: è quanto riporta The Guardian in relazione a uno studio che ha analizzato gli impatti del virus Sars-Cov-2 sugli organi di 500 malati giovani e senza patologie pregresse.

La ricerca, condotta fra aprile e settembre 2020 da un gruppo di scienziati appartenenti a diverse università britanniche, tra cui Oxford e University College of London, pubblicato su medRxiv, aveva infatti l’obiettivo di valutare le conseguenze del Covid Lungo sugli organi dei pazienti “a basso rischio” (quindi di un’età media compresa fra i 40 e i 44 anni, donne nel 70% dei casi e senza altri problemi di salute).

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I risultati preliminari su 200 dei 500 pazienti osservati, suggeriscono che il 70% di loro ha subito danni a uno o più organi. Più precisamente, lo studio parla di “anomalie nei polmoni nel 60% dei casi; nei reni nel 29%; nel cuore nel 26%; nel fegato nel 10% dei pazienti” oltre che di “cambiamenti nei tessuti di alcune parti del cervello” a distanza di due o tre mesi dal primo tampone positivo.

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“La buona notizia è che il danno il più delle volte è lieve lieve e che solo nel 25% dei casi colpisce due o più organi”, ha spiegato Amitava Banerjee, cardiologa e docente all'University College of London. “In alcuni casi, ma non in tutti – ha proseguito – abbiamo riscontrato una correlazione tra i sintomi dell’infezione e la sede del danno a livello degli organi. Ad esempio, i disturbi cardiaci o polmonari erano correlati alla mancanza di respiro, mentre i disturbi del fegato o del pancreas erano associati a sintomi gastrointestinali”.

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