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Il Papa a Cipro: "Questo mare è un cimitero, lager lungo le coste"

·2 minuto per la lettura
Pope Francis greets attendees after an ecumenical prayer with migrants at the Roman Catholic church of the Holy Cross near the United Nations buffer zone in the Cypriot city of Nicosia, Europe's last divided capital, on December 3, 2021. - Pope Francis appealed for a
Pope Francis greets attendees after an ecumenical prayer with migrants at the Roman Catholic church of the Holy Cross near the United Nations buffer zone in the Cypriot city of Nicosia, Europe's last divided capital, on December 3, 2021. - Pope Francis appealed for a

“Noi ci lamentiamo quando leggiamo le storie dei lager del secolo scorso, dei nazisti, di Stalin. ‘Come mai è potuto succedere?’ Ma sta succedendo anche oggi, nelle spiagge vicine, ponte di schiavitù”. Così il Papa, parlando a braccio durante la preghiera ecumenica con i migranti a Nicosia. “Ho guardato alcune testimonianze filmate: storie di tortura. Questo lo dico perché è compito mio far aprire gli occhi”. Il filo spinato, “la guerra di odio di oggi”, la “migrazione forzata non è un’abitudine quasi turistica, per favore, è il peccato che abbiamo dentro che ci spinge a pensarla così: con la povera gente cancelliamo tutto. È la guerra di questo momento, è la sofferenza dei fratelli e delle sorelle che noi non possiamo tacere”.

“Hanno dato tutto quello che avevano per salire su un barcone, di notte, e poi non sanno se arriveranno. Poi tanti respinti, per finire nei lager, veri posti di confinamento di tortura e di schiavitù. Questa è la storia di questa civiltà sviluppata che noi chiamiamo Occidente”, ha sottolineato Francesco. “Voi siete qui - ha detto il Papa ai migranti presenti, tra cui quelli di cui ha ascoltato le testimonianze -, ma quanti delle vostre sorelle, dei vostri fratelli sono rimasti in strada? Quanti disperati hanno iniziato il cammino, in condizioni molto difficili, precarie, e non sono riusciti ad arrivare?”. “Possiamo parlare di questo mare - ha continuato - che è diventato un grande cimitero. Guardando voi, guardo le sofferenze del cammino: tanti che sono stati rapiti, venduti, sfruttati, o ancora sono in cammino, non sapremo dove”.

″È la storia di una schiavitù, una schiavitù universale - ha ribadito il Pontefice - Guardiamo ciò che succede, ma ci stiamo abituando. ‘Oggi, sì, è affondato un barcone’: questo abituarsi è una malattia, una malattia grave, molto grave, e non c’è antibiotico a questa malattia”. “Dobbiamo andare contro questo vizio di abituarci alle notizie che leggiamo sui giornali o guardiamo in tv - ha avvertito - Guardando voi, penso a tanti che sono dovuti tornare indietro perché li hanno respinti, e sono finiti nei lager, dove le donne sono vendute, gli uomini torturati, schiavizzati”.

Saranno 50 i rifugiati che, per iniziativa di papa Francesco, verranno trasferiti da Cipro in Italia e tutte le operazioni riguardanti il trasferimento, l’ospitalità in Italia e il percorso di integrazione saranno economicamente a carico della Santa Sede. Il primo gruppo di 12-15 persone dovrebbe partire prima di Natale, gli altri seguiranno tra gennaio e febbraio 2021. Dal punto di vista normativo, l’operazione viene definita un “ricollocamento per motivi umanitari”. L’accompagnamento dei 50 rifugiati in Italia e il percorso di integrazione saranno curati dalla Comunità di Sant’Egidio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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