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Leonardo, Uilm chiede stop a piani cig per divisione Aerostrutture

·1 minuto per la lettura
Logo Leonardo durante i festeggiamenti per il 500simo Eurofighter Typhoon all'aereoporto Caselle

MILANO (Reuters) - Il sindacato dei lavoratori metalmeccanici Uilm ha invitato Leonardo ad abbandonare i piani di cassa integrazione per la gran parte dei dipendenti del suo impianto Aerostrutture nel Sud Italia.

I lavoratori del gruppo a controllo pubblico hanno scioperato oggi per protestare contro il piano di cassa integrazione per 3.400 persone, sui 4.500 che lavorano presso la divisione Aerostrutture.

"Non vogliamo parlare di sussidi ma di lavoro, investimenti e piano industriale che garantisca una prospettiva concreta a tutti i siti, a partire da quelli del Sud. Noi continueremo a lottare fino a che non verrà ritirata la procedura di cig", ha scritto su Twitter Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, riferendosi al piano di mettere in cassa integrazione i dipendenti della divisione Aerostrutture per 13 settimane a partire dal 3 gennaio.

Le tensioni con i lavoratori potrebbero rendere più difficile per Leonardo la ristrutturazione della divisione, colpita dal drastico calo di ordini per i componenti di aerei da parte di Boeing, Airbus e ATR.

Uilm e Fiom, che hanno organizzato lo sciopero di otto ore e la manifestazione di Roma, hanno anche evidenziato il rischio di perdita di posti di lavoro che deriverebbe dalla vendita, già nei piani di Leonardo, di Oto Melara e Wass.

Tre fonti hanno riferito a Reuters la scorsa settimana che il consorzio franco-tedesco Knds sarebbe vicino a offrire 650 milioni di euro per acquistare le due unità.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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