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Mihajlovic: "Non sono un eroe, ma un uomo"


Dopo quattro lunghi mesi di lotta contro la leucemia, si è tenuta allo stadio Dall'Ara di Bologna la conferenza stampa di Sinisa Mihajhilovic. L'allenatore del Bologna ha parlato della sua malattia ringraziando i medici del Policlinico Sant'Orsola. "In questi quattro mesi difficili ho conosciuto medici straordinari, infermieri che mi hanno curato, supportato e sopportato", ha detto il tecnico serbo interrompendosi più volte per la commozione. "Chi meglio di loro può capire quanto sia difficile fisicamente e psicologicamente affrontare una cosa del genere. Voglio ringraziare tutti di cuore - ha aggiunto - ho capito subito che ero capitato nelle mani giuste".

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Il tecnico, che ha lasciato l'ospedale venerdì 22 novembre, è stato sottoposto a trapianto di midollo osseo da un donatore non familiare lo scorso 29 ottobre.

Mihajlovic (Foto Massimo Paolone/LaPresse)

Dolcevita e cappello rosso, Mihajlovic ha dedicato un pensiero speciale alla moglie e ai figli: "Vorrei ringraziare mia moglie, mi ha dimostrato ogni volta di essere l'unica persona che conosco che ha più palle di me. Ti amo, amore", ha detto Sinisa. E rivolgendo il pensiero ai suoi sei figli ha dichiarato: "Loro hanno accettato subito, fosse stato possibile, di offrirsi come donatori del midollo. Una enorme dimostrazione di amore verso di me. Ringrazio anche mio fratello e mia madre". "Non mi sono mai sentito un eroe per quello che sto facendo. - ha aggiunto Mihajlovic - Solo un uomo, sì forte, con carattere, che non molla mai. Ma sempre un uomo con la sua fragilità".

"E queste malattie non le puoi vincere solo con coraggio, servono le cure. Passare quattro mesi in una stanzetta senza prendere una boccata d'aria non è facile, è difficile, bisogna essere forti di testa. Paura? Ce l'ho anche io, è normale".

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Sinisa è stato salutato dall'ingresso della squadra, che ha preso posto tra il pubblico. "Mi fanno sempre sorprese, - ha ironizzato - fanno di tutto per non allenarsi".

A nome di tutta la squadra, ha preso la parola Dzemaili: "Dire che si sei mancato è poco. Volevamo farti questa sorpresa, anche se oggi non sei molto contento di noi cercheremo di farti di nuovo contento".

Il serbo ha parlato anche del momento del Bologna: "Non è la mia squadra quella che ho visto negli ultimi tempi, sapevo che alla lunga sarebbe stato così. Io ho lottato anche con 40 di febbre per essere presente, al telefono o allo stadio, ho fatto tanti sacrifici, speravo di vedere gli stessi sacrifici da loro in campo e non sempre è stato così. Sono incazzato nero".

C'e stato anche tempo per parlare di mercato e di Ibrahimovic: "Ci siamo sentiti 10 giorni fa, è interessato, se viene sarebbe per la nostra amicizia ma capisco che ci sono anche altre soluzioni".