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Nonostante l’inflazione, le azioni sono da preferire ai bond: ecco perché

·3 minuto per la lettura

L’inflazione e la sua risalita decisa non fa dormire sonni tranquilli a molti investitori, per di più, circolano molte posizioni spesso contrastanti tra loro. Da una parte chi crede che bisogna aprirsi di più ai bond, dall’altra chi ritiene che la risalita dell’inflazione sia solo una nuvola di passaggio.

Ora si aggiunge anche l’analisi del BlackRock Investment Institute con il suo commento settimanale rivolto all’economia globale. Nella loro analisi balza subito agli occhi la preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni, e ciò nonostante l’inflazione superi le aspettative del mercato. Gli analisti fanno notare, però, che nel breve termine i tassi resteranno ancora bassi e ciò fa da ago della bilancia.

Quindi per l’investitore, almeno nel breve termine, si apre un “sentiero d’investimento” in cui puntare ancora sui titoli azionari e al contempo guardare ai titoli obbligazionari con rendimenti legati all’inflazione.

Cosa pensa BlackRock del futuro finanziario

Secondo il rapporto, è in atto una “potente rivoluzione delle politiche” dovuta alla scelta di abbracciare la transizione energetica. Questa situazione porterà a un percorso fatto di tassi di interessi più bassi “di quelli che i mercati stanno scontando”, e questo anche nel contesto di una inflazione in ascesa nel medio termine.

Valutare l’ERP per capire il rischio azionario

BlackRock fa notare che dopo il tonfo di marzo 2020, le azioni e il credito hanno subito un eccezionale rialzo. Nonostante ciò, le azioni sono ancora valutate in una forchetta ragionevole, mentre gli spread creditizi sono prossimi ai livelli storici più bassi.

Per valutare il rischio azionario, prendono in considerazione l’ERP, il quale tiene conto anche delle variazioni dei tassi di interesse. E vedono che l’indicatore di riferimento è “in linea con le medie storiche, il che suggerisce che la classe di attività non è sopravvalutata”.

Per essere ancora più chiari rispetto ai mercati a cui ci si riferisce, BlackRock afferma:

“L’ERP rimane ancora al di sopra della sua mediana storica per gli Stati Uniti e l’area dell’euro, rafforzando il loro relativo appeal”.

Gli analisti del fondo d’investimento, fanno notare che la loro nuova visione su tassi di interesse più bassi è un aggiornamento rispetto alle precedenti aspettative, le quali vedevano i tassi in più rapida risalita. Ecco perché credono che ciò rafforzi la loro stima sull’ERP attuale.

Rendimenti sui titoli di Stato e inflazione

“La rivoluzione delle politiche indica anche una curva dei rendimenti più ripida di quanto previsto in precedenza e, a nostro avviso, importanti limiti impliciti su come potrebbero salire i rendimenti dei titoli di stato nei prossimi cinque anni”, si legge nel rapporto.

Ed infatti spiegano che “i rendimenti dei titoli di stato statunitensi a lungo termine sono aumentati quest’anno, ma l’aumento è stato più contenuto di quanto si sia normalmente visto in risposta all’aumento dell’inflazione e delle aspettative di crescita in passato”.

Quindi BlackRock ritiene “che il picco dei rendimenti obbligazionari all’inizio dell’anno sia stato determinato da un premio a termine più elevato piuttosto che dalle aspettative di tassi ufficiali più elevati”.

Ecco perché questa risalita non la vedono “come una minaccia per l’ampio mercato azionario, in particolare sullo sfondo della ripresa economica”, tuttavia si potrebbero verificare dei “cambiamenti di leadership all’interno delle azioni”.

This article was originally posted on FX Empire

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