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Pagamento Evergrande allenta la tensione

·2 minuto per la lettura
Il logo di China Evergrande fuori dalla sede del gruppo a Shenzhen

di Jennifer Hughes

HONG KONG (Reuters) - Tutti amano iniziare il fine settimana con una notizia positiva. Il pagamento effettuato da Evergrande su 83,5 milioni in cedole già scadute, a pochi giorni dal default ha contribuito a migliorare l'umore dei creditori dello sviluppatore immobiliare. Ma la vera chiave è vedere cosa succede adesso. Se il pagamento rappresenta un tentativo genuino di mostrare buona fede, il presidente Hui Ka Yan può fare molto per fissare gli standard per altre situazioni simili in Cina e migliorare i tassi di recupero per i propri azionisti.

Dopo settimane di cattive notizie, un senso di sollievo si è impadronito del mercato dopo il pagamento, anche se con dei limiti: le azioni di Evergrande hanno fatto registrare un rialzo del 4% alla notizia, molto lontano dal balzo del 18% fatto segnare un mese fa dopo il pagamento di una cedola su una serie di bond denominati in yuan.

Gli investitori ora sanno che le autorità centrali non hanno in programma di salvarli, perché la Banca popolare cinese (Pboc) lo ha detto in termini chiari la scorsa settimana. Anche loro sanno che solo nelle prossime settimane Evergrande dovrà effettuare pagamenti per circa 190 milioni di dollari. In totale i debiti del gigante dell'immobiliare cinese ammontano a circa 300 miliardi di dollari.

Costruire una relazione non sarà facile alla luce dell'utilizzo allegro fatto da Evergrande dei mercati dei capitali per molti anni. Gli obbligazionisti tendono a non scordare le grandi vendite dove il crollo dei prezzi li costringe a rimanere con forti perdite sin dal primo momento, o le promesse di riduzione della leva dove i fondi sono stati spesi per dei riacquisti mirati a sostenere le azioni.

Non è parso di buon auspicio neppure il dissenso sulla vendita, poi sfumata, di una quota di controllo di 2,6 miliardi di dollari dell'unità di property management del gruppo. Bidder Hopson Development ha detto che non intendeva accettare una richiesta post-accordo da parte di Evergrande per un pagamento diretto, in luogo di un pagamento da parte di Hopson solo al netto di quanto Evrgrande deve alla sua sussidiaria. La visione di Evergrande sul fallimento dell'accordo ha gettato tutta la colpa su Hopson.

L'onere della prova ora ricade su Hui, chiamato a mostrare che questo pagamento può condurre a sviluppi migliori per tutti, coinvolgendo gli obbligazionisti e i loro rappresentanti, qualcosa per cui l'azienda ha mostrato poco interesse fino ad ora. È anche nell'interesse degli investitori lavorare con l'azienda, se questo può portare ad evitare delle lunghe battaglie legali in corti remote. Ma per il momento, la prossima mossa spetta ad Evergrande.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Stefano Bernabei, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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