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Reddito di cittadinanza, il clan Spada lo ha richiesto a Ostia. Il commento dei politici

Un’immagine di Ostia durante i controlli dei Carabinieri. La città romana è una base per il clan Spada (foto: Getty Images)

Lottano contro lo Stato, ma poi si attaccano alle sue mammelle: è un po’ questo il pensiero che viene alla mente, sapendo che il clan Spada a Ostia ha chiesto il reddito di cittadinanza.

Il quotidiano ‘Il Messaggero’ ha riportato una notizia secondo la quale alcuni membri del clan Spada si sono messi in coda al Caf di Ostia per chiedere il reddito di cittadinanza. Gli Spada sono una famiglia di origine Sinti arrivata a Roma dall’Abruzzo negli anni ’50, e diventata un’organizzazione criminale che estorce il pizzo, svolge azioni intimidatorie e si intrufola in diversi interessi edilizi (come l’assegnazione delle case popolari); a quanto pare però essere ‘contro’ lo Stato, cercando di fregarlo in ogni modo, non va più di moda quando arriva l’opportunità giusta.

Il clan Spada, del quale alcuni membri sono stati condannati in primo grado per associazione mafiosa, ha preso appunti per ottenere il reddito, considerando che agli occhi dello Stato sono nullatenenti. Infatti è un classico, per la famiglia, usare dei prestanome per evadere il fisco, e le attività sono tutte esclusivamente e rigorosamente in nero. Sono stati tre i nuclei della famiglia arrivati al Caf della Cisl di Ostia, per prendere appuntamento in vista della compilazione dell’Isee.

Ma è giusto che una famiglia celebre per la sua condotta criminale possa ottenere un sussidio dallo Stato? A rispondere è stato il Ministro del Lavoro e Vicepremier Luigi Di Maio: “Il Reddito di Cittadinanza serve a ridare speranza agli invisibili. Leggo che alcuni membri del clan Spada avrebbero avanzato richiesta. Non so se è vero ma posso garantire che chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Ho chiesto personalmente le opportune verifiche“.

Tra chi ha chiesto la documentazione c’è anche Roberto Spada, il reggente del clan e autore della testata nei confronti del giornalista Rai Daniele Piervincenzi. In passato le indagini della magistratura hanno accertato come locali e macchine di lusso degli Spada fossero intestate a dei prestanome, così come nel caso delle case che occupano o che occupavano abusivamente. Per questo anche Roberto Spada ha provato a fare domanda.

La notizia ha sollevato le critiche di diversi esponenti politici, ma in particolare è stata Giorgia Meloni a dare la dichiarazione più forte sull’argomento: “Primo giorno utile per richiedere il reddito di cittadinanza e hanno già presentato domanda un esponente del clan Spada e un ex brigatista rosso. Ecco la conseguenza della bocciatura da parte della maggioranza grillo leghista dell’emendamento di Fratelli d’Italia per escludere dal sussidio chi ha subito condanne superiori a due anni. Il reddito di cittadinanza andrà anche a delinquenti recidivi, spacciatori, rapinatori, ladri d’appartamento, stupratori, stalker, assassini pedofili, tutte categorie non escluse dalla norma, visto che sono esclusi solo pochissimi reati di mafia e terrorismo. Dal reddito di cittadinanza al reddito di delinquenza“.

Per conoscere come verrà gestita la richiesta degli Spada, bisognerà attendere dunque le verifiche richieste da Di Maio e il parere dell’Inps.

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