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Telecom Italia, Labriola nominato AD, ok unanime da Cda

·4 minuto per la lettura
Il logo Telecom Italia presso la sede a Milano

MILANO (Reuters) -Il Cda di Telecom Italia (Tim) ha affidato al direttore generale Pietro Labriola l'incarico di amministratore delegato, mentre l'ex monopolista telefonico valuta come rispondere alla proposta di acquisizione da parte del fondo statunitense Kkr.

Lo comunica la società in una nota confermando quanto anticipato da due fonti vicine alla situazione, che hanno parlato di ok unanime del consiglio.

Labriola manterrà anche l'incarico di direttore generale conferitogli dal Cda lo scorso 26 novembre, mentre rimetterà agli organi sociali della controllata in Brasile Tim Sa il mandato di consigliere e di Ceo, che attualmente detiene, aggiunge la nota.

Il presidente Salvatore Rossi "mantiene la delega alla comunicazione per quanto relativo alla manifestazione d'interesse indicativa non vincolante pervenuta da Kkr & Co e al processo che ne è conseguito", si legge ancora nel comunicato.

"Il mio obiettivo è far esprimere all'intero gruppo il suo potenziale, valorizzando gli asset nell'interesse di tutti gli azionisti", ha detto Labriola nelle sue prime dichiarazioni alla guida di Tim.

"Le sfide e le opportunità che abbiamo davanti richiedono coesione da parte di tutti gli stakeholder", ha aggiunto il manager.

Labriola, da vent'anni in Tim e negli ultimi tre anni alla guida della controllata brasiliana, era stato promosso a direttore generale della casa madre a novembre, quando l'ex amministratore delegato Luigi Gubitosi ha lasciato le deleghe dopo una serie di revisioni al ribasso dei target finanziari.

Sotto pressione per la dura competizione al ribasso sui prezzi e fortemente indebitata, Tim deve investire per rinnovare la sua rete e dare impulso ai piani del governo di portare la connettività ultraveloce in tutto il Paese.

La nomina di Labriola è stata promossa dal principale azionista di Tim, il gruppo francese Vivendi.

Vivendi, che detiene il 24% del capitale ordinario di Tim, ha criticato l'offerta di Kkr da 10,8 miliardi di euro, dicendo che non riflette il valore del più grande operatore di telecomunicazioni italiano.

Labriola ha saputo comunque conquistarsi il consenso di tutto il Cda, compreso quello di Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), secondo principale azionista di Tim con il 10%.

Il manager sta elaborando già da diverse settimane un piano standalone per riorganizzare il gruppo, piano che servirà al consiglio di amministrazione come punto di riferimento per valutare la proposta di Kkr.

In una versione preliminare presentata ai consiglieri nei giorni scorsi, Labriola ha illustrato delle proposte per separare le operazioni di rete fissa della società dai servizi commerciali, hanno detto alcune fonti.

La "NetCo" che comprenderebbe l'infrastruttura di rete fissa si concentrerebbe sull'attività wholesale e includerebbe Sparkle, la società che gestisce la rete di cavi sottomarini, assumendo una parte significativa del debito e del personale della società, hanno aggiunto le fonti.

Una mossa del genere potrebbe aiutare a rilanciare il progetto di fusione delle attività di rete fissa di Tim con quelle fibra di Open Fiber.

Cdp, che possiede il 60% di Open Fiber, emergerebbe probabilmente come principale azionista in una eventuale combinazione della rete di Open Fiber con quelli di Tim.

Proprio Cdp ha recentemente invitato Tim a rivedere un piano per integrare gli asset di rete fissa dell'ex monopolista con quelli di Open Fiber, per evitare una costosa duplicazione di investimenti

Vivendi, che il mese scorso ha fatto cadere il proprio veto alla cessione da parte di Tim del controllo della rete, potrebbe quindi spostare il proprio focus sulle attività commerciali di Tim, che includono la piattaforma di contenuti video TimVision, ha detto una delle fonti.

La proposta di acquisizione di Kkr, che è stata presentata in forma non vincolante, è subordinata all'approvazione del board di Tim e del governo italiano, che ritiene strategica l'infrastruttura di rete del gruppo e ha poteri speciali per bloccare operazioni indesiderate.

Kkr, che già detiene il 37,5% di Fibercop, dove Tim ha fatto confluire l'anno scorso parte dell'infrastruttura di rete fissa, ha intenzione di scorporare le attività fisse e dare a Cdp un ruolo di primo piano nel controllo delle stesse, hanno detto le fonti.

Ogni decisione da parte del governo su come affrontare la situazione di Tim è al momento congelata in vista del voto per l'elezione del Presidente della Repubblica la settimana prossima, e delle sue possibili ricadute sull'esecutivo guidato da Mario Draghi, che potrebbe trasferirsi al Quirinale.

Intanto, la possibilità che Tim possa optare per una soluzione "fatta in casa", allontanando quindi il lancio di un'offerta pubblica, pesa sul titolo che, pur in un mercato negativo, ha lasciato sul terreno l'1,1% circa chiudendo la seduta a intorno a 0,42 euro, a fronte degli 0,505 euro messi sul piatto in via preliminare da Kkr.

(Elvira Pollina, in redazione a Milano Claudia Cristoferi, Sabina Suzzi; alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)

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