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Ti piacerebbe lavorare in Parlamento? La Camera apre a nuove assunzioni

Uno scorcio del Parlamento (GETTY)

Dopo 15 anni di attesa dall’ultima occasione, Camera e Senato sono pronte ad assumere decine di nuovi dipendenti. Gli ultimi concorsi pubblici furono indetti nel 2013, e in quell’occasione vennero assunte circa una ventina di persone. Oggi c’è necessità di integrare gli organici. Su un totale di mille posizioni in essere, negli ultimi anni un terzo dei dipendenti della Camera è andato in pensione senza la possibilità di avere un rimpiazzo. Probabilmente l’occasione si è creata anche per la mancata vittoria del Referendum del dicembre 2016, che avrebbe di fatto ridotto le mansioni disponibili nelle Camere.

Invece, com’è noto, il Referendum fu uno smacco per il Governo di allora. Di conseguenza, in vista della prossima legislatura, ecco riaprirsi le porte delle Camere.

In particolare, non ci sarà posto per nuovi assistenti parlamentari. Noti al grande pubblico come commessi, sono quelle persone vestite con un completo scuro e con un fiocchetto tricolore al braccio. Si parla invece di profili ben precisi, dotati di esperienza e professionalità. Infatti il concorso sarà aperto solamente ai consiglieri parlamentari, ai documentaristi, ai ragionieri e agli ingegneri informatici.

Le procedure non sono semplici, come potete immaginare. Secondo quanto si racconta a Montecitorio il bando dovrà essere pubblicato entro la fine dell’anno 2017. Data la complessità della selezione, lo svolgimento delle prove di esame si svolgerà sicuramente nei mesi successivi. A gestire questa fase è e sarà il Comitato per gli Affari del Personale della Camera, presieduto dalla vicepresidente Marina Sereni. Dopo un lungo confronto con le sigle sindacali, la parola spetterà all’Ufficio di Presidenza. È questo l’organismo che dovrà procedere alla delibera finale, con le assunzioni che saranno in essere solamente con l’inizio della legislatura successiva a quella in corso.

Nonostante le prossime assunzioni, la Camera si è data degli obiettivi di razionalizzazione nella legislatura attuale. Negli ultimi quattro anni la stretta ai conti ha fatto risparmiare allo Stato quasi 350 milioni di euro, 200 dei quali sono stati restituiti all’erario.

La figura più richiesta sarà quella dei consiglieri parlamentari. Si tratta di profili particolarmente specializzati che in Parlamento svolgono attività di responsabilità, dal coordinamento dei lavori di Aula e commissioni fino all’assistenza legale e al controllo delle procedure amministrative e contabili. Possono contare su una retribuzione di 64.815,28 euro lordi; per candidarsi a questa posizione serve la laurea specialistica.

Per quanto riguarda invece documentaristi, tecnici e ragionieri, la paga sarà di 38.929,32 lordi e basterà avere una laurea triennale per la candidatura. Ovviamente per tutte le cariche oggetto del concorso saranno chieste competenze di informatica e conoscenza delle lingue straniere.