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Una Finestra sull’Europa: lo Spread Corre Ancora, Oggi i Dati sulla Bilancia Commerciale nell’Eurozona

Alberto Ferrante

Quella di ieri è stata una seduta particolarmente volatile per i principali indici europei, che in chiusura hanno tutti terminato in discreto rialzo.

Reggono in Italia e in Europa il settore delle telecomunicazioni e quello della sanità, mentre nella seduta di ieri banche e società di assicurazioni hanno perso ulteriormente terreno, in alcuni casi anche oltre i 3 punti percentuali.

Nonostante la migliore performance italiana, lo spread BTP/Bund decennale ha continuato a crescere, con una variazione netta di 18,7 punti, a quota 284.6 punti. Si tratta di un incremento sostanziale che supera anche i massimi della seconda metà della settimana scorsa, quando il Coronavirus aveva fatto crollare i principali indici.

Ancora sostegno all’economia da parte degli USA. Nuove misure anche dalla Gran Bretagna.

Gli Stati Uniti hanno preparato una manovra di circa 850 miliardi di dollari per sostenere l’economia, ribadendo di essere intenzionati a risollevare le sorti di Boeing, che ha particolarmente sofferto l’esplosione dell’epidemia a livello mondiale.

In un suo intervento ieri alla Casa Bianca, Trump ha espressamente affermato che gli USA lavoreranno al meglio per limitare i morti ed evitare di trovarsi nella stessa situazione dell’Italia.

Quanto alla Gran Bretagna, il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato alcune manovre contro l’epidemia di Coronavirus, con una misura per complessive 330 miliardi di sterline, un ammontare senza precedente nella storia del Regno Unito.

Anche in Croazia, il Governo ha varato un pacchetto con diverse misure fiscali come la sospensione della riscossione di tasse e contributi per tre mesi e diverse moratorie. Secondo alcuni ministri del Governo, però, il pacchetto potrebbe non essere sufficiente contro il Coronavirus, visto l’enorme danno causato al turismo del Paese.

I principali indici europei

Non si è trattato tecnicamente di un rialzo, ma ieri si sono visti i primi effetti delle misure delle banche centrali mondiali.

Il FTSE MIB ieri ha chiuso in crescita del +2,23%, a 15.314 punti, dopo essere affondata più di una volta sotto i 15.000 punti. Le aziende che hanno subito la mole maggiore di vendite sono state FCA, Generali, Unipol e Azimut, mentre Ferrari e TIM si sono portate in crescita, rispettivamente del 3% e dell’11% circa.

Buone anche ieri le utilities italiane, come A2a (+3,3%), Enel (+4,27%) e Terna (+7,81%); anche in questo comparto però la sessione è stata assai volatile, con maggiori acquisti solo nelle ultime ore della giornata.

Simile l’andamento del DAX 30 tedesco (+2,25%), del CAC 40 francese (+2,84%) e del FTSE 100 di Londra (+2,7%), mentre l’Ibex-35 impenna del +6,4% nelle ore conclusive, nonostante le ultime notizie sui contagi e sui decessi.

Per S&P una grave recessione è alle porte

Secondo gli analisti di Standard & Poor’s, la recessione globale è ormai vicina a causa del rapido sviluppo del Coronavirus in tutti i continenti.

Il report pubblicato lascia infatti trasparire una forte apprensione per la domanda globale, che potrebbe collassare anche in Europa e negli Stati Uniti.

Stando alle stime riportate, ciò potrebbe influire pesantemente sulla crescita globale, ipotizzata non oltre il valore dell’1,5%, forse anche intorno all’1%.

Giornata volatile anche per oro, petrolio e cambio euro/dollaro

La giornata di ieri è stata particolarmente volatile anche fuori dai mercati azionari europei.

Dopo un andamento contrastante, sia il petrolio Wti che il Brent hanno ceduto dal 2% al 3% circa, restando entrambi sotto i 30 dollari al barile.

Visto l’andamento delle ultime settimane, Morgan Stanley ha tagliato le stime di crescita per il secondo trimestre, con il Brent a 30 dollari e la possibilità di raggiungere una ripresa intorno ai 45 dollari solo a partire dall’anno prossimo.

Anche l’oro, il bene rifugio per eccellenza, continua a deprezzarsi e in una sola settimana perde 200 dollari di valore. Quanto al cambio euro-dollaro, in queste ore il biglietto verde si è apprezzato portando il cambio sotto quota 1.10.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Quest’oggi verranno rivelati  i dati sulle vendite industriali italiane e il saldo della bilancia commerciale nell’intera Eurozona, che indubbiamente impatterà sulle performances dei mercati.

Domani sarà invece il turno delle aste francesi e spagnole per i titoli di Stato, mentre venerdì toccherà all’indice tedesco dei prezzi di produzione su base annuale e mensile.

This article was originally posted on FX Empire

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