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Banche popolari, via libera Consiglio di Stato a riforma dopo sentenza Corte Ue

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Il logo della Banca Popolare di Sondrio all'esterno di una filiale a Monza
Il logo della Banca Popolare di Sondrio all'esterno di una filiale a Monza

MILANO (Reuters) - Il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza, presentata dal fondo Amber, azionista di Banca Popolare di Sondrio con il 6%, per la revoca della misura cautelare con cui nel 2016, poi confermata nel 2018, aveva congelato la riforma delle banche popolari del governo Renzi.

Con quest'ultimo passaggio del lungo e travagliato iter del procedimento giudiziario sulla normativa che impone alle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di trasformarsi in società per azioni, si sblocca di fatto la riforma che adesso, dopo un ulteriore slittamento, vede come termine ultimo per la trasformazione il 31 dicembre del 2021.

L'unica popolare che non si è ancora trasformata in Spa è Pop Sondrio, mentre Banca Popolare di Bari ha approvato la trasformazione a fine giugno nell'ambito del piano di salvataggio targato Fitd e Mediocredito Centrale.

Con l'ordinanza di oggi i giudici hanno stabilito che, dopo la sentenza della Corte di Giustizia Ue che a luglio di quest'anno ha la conformità del provvedimento del governo Renzi al diritto comunitario, "appaiono non più sussistenti le ragioni cautelari" che, per effetto dell'avvio di un procedimento giudiziario a causa dei ricorsi di alcuni soci, avevano sospeso la riforma.

In particolare il Consiglio di Stato ha stabilito che con la sentenza dei giudici europei è venuto meno il rischio del pregiudizio legato alla norma che stabilisce la soglia degli 8 miliardi per la trasformazione in Spa e a quelle sul limite al rimborso ai soci che esercitano il recesso.

A inizio settembre nell'ambito del decreto semplificazioni, era stato approvato un emendamento che prevede lo slittamento da fine 2020 a fine 2021 del termine per la trasformazione in Spa.