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Borsa Milano in calo su segnali hawkish istituti centrali, giù banche, bene Leonardo

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - In tarda mattinata Piazza Affari è sotto pressione, così come le altre borse europee, in un clima di debolezza dovuto ai timori di un più aggressivo rialzo dei tassi da parte delle banche centrali.

Sul versante interno, Istat ha rivisto in netto calo la previsione di crescita del Pil italiano per quest'anno, portandola a +2,8% dal +4,7% stimato lo scorso dicembre.

Più in generale, vi è grande attesa per i possibili segnali di lotta all'inflazione che giungeranno nei prossimi giorni dagli istituti centrali, su tutti il meeting Bce di giovedì e i dati sui prezzi al consumo Usa di maggio in calendario venerdì.

Un trader sottolinea tuttavia che "il mercato è ancor ben impostato" anche se "ogni tanto riprende questa fase di flessione" dovuta oggi alla vicinanza del meeting di Francoforte e all'andamento di Wall Street, vista in ribasso in apertura.

Intorno alle 12,30 l'indice FTSE Mib cede quasi 1,1%, con volumi risicati, appena al di sotto dei 500 milioni.

Tra i titoli in evidenza:

Il settore delle banche segna -1,6%, registrando un calo più pronunciato rispetto all'indice di settore europeo. Unicredit perde 1,3%, Intesa Sp cede 2,1%, Bper e Banco Bpm arretrano entrambe di 1,8%.

Dopo un tonfo del 4,1%, le azioni B di MediaForEurope recuperano parte dei ribassi e cedono 2% circa. Ieri il gruppo ha aumentato del 16,1% il corrispettivo in contanti dell'offerta per la controllata spagnola Mediaset Espana (+2,5%). Le azioni A perdono 2,7%.

Sempre in territorio negativo il comparto oil, in scia al calo dei prezzi del greggio: Eni cede 0,3%, Saipem è in calo di 1,7%, mentre Tenaris scivola dello 0,5%.

Il miglior titolo sul listino principale è Leonard, che svetta con un +1,6%. Gli analisti Akros scrivono che oggi un sito di settore cita un articolo del 3 giugno de Il Fatto Quotidiano secondo cui l'Egitto sarebbe vicino a concludere un accordo da 2,8 miliardi di euro con l'Italia per l'acquisto di aerei da combattimento dopo tre anni di negoziati. "Se confermata, la notizia sarebbe molto positiva", dice il broker.

Tra gli altri big, Telecom Italia estende i ribassi e cede 1,9%, con le azioni di risparmio che perdono 2,7%%.

Dopo il rimbalzo di ieri, Stellantis cede 1,1%. Exor arretra di 0,9%; ieri l'Antitrust ha dato il via libera all'operazione con cui Exor rileverà il 44,67% di Lifenet.

(Federico Maccioni, editing Francesca Piscioneri)

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