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Borsa Milano, indici in rosso su timori Omicron, giù banche, oil, bene Ferragamo

·3 minuto per la lettura
Un dettaglio dell'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Indici sempre in profondo rosso a Piazza Affari in un contesto dei mercati azionari a livello globale di forte correzione quest'oggi.

Apertura pesante anche a Wall Street sui nuovi timori legati al dilagare della variante Omicron, che rischia di mettere in dubbio la ripresa delle economie globali il prossimo anno.

Contribuiscono al clima di incertezza tematiche interne agli Stati Uniti, dove il senatore Manchin, democratico moderato che rappresenta la maggiore speranza del presidente Biden di veder approvato il piano di investimenti da 1.750 miliardi di dollari, ha detto che non sosterrà il pacchetto, provocando la dura reazione della Casa bianca.

"Siamo a fine anno, la performance dell'indice è stata quella che è stata, c'è la nuova variante del virus e timori di nuovi lockdown, e quindi si pensa di portare a casa un po' di profitti. Nulla di preoccupante", così un gestore sintetizza l'andamento della seduta odierna.

Giù anche il prezzo del petrolio con il Brent che arretra di oltre il 3% poco sopra 71 dollari al barile.

Intorno alle 16,40 l'indice FTSE Mib è in calo dell'1,7%. Volumi di poco superiori a 1,7 miliardi di euro.

Tra i titoli in evidenza:

In netto calo i petroliferi, pesanti in tutta Europa (-2,5% lo stoxx settoriale), con Tenaris che cede il 2%, così come Eni (-2,6%). Giù anche Saipem con un ribasso dell'1%.

Sempre nagativi, ma in recupero dai minimi i bancari, con le big Unicredit e Intesa Sanpaolo in flessione rispettivamente dello 0,8% e dell'1%. Giù anche Mps con un ribasso del 2,5% dopo l'annuncio del nuovo piano strategico al 2026 che prevede una ricapitalizzazione da 2,5 miliardi da realizzarsi nel 2022.

In contrazione il settore del lusso e comunque legato agli spostamenti a causa dei timori di nuovi lockdown: Tod's recupera quasi del tutto la perdita accumulata nella prima parte della seduta con una flessione dello 0,45%. Negativa anche Moncler (-0,95%). In controtendenza Ferragamo (+2%), che sovente torna sotto i riflettori con strappi al rialzo sulle speculazioni legate a una possibile cessione del marchio del lusso e in attesa che che il nuovo AD, Marco Gobbetti, prenda servizio a partire dal prossimo gennaio.

Venduta Autogrill (-1,5%), che risente delle possibili restrizioni su viaggi aerei e autostradali.

Ribasso generalizzato anche per il comparto industriale, come Pirelli (-1,6%), Leonardo (-1,6%). Giù anche il comparto delle auto, con Stellantis che arretra del 3,6%.

Fra i pochi titoli con il segno positivo, si distingue Diasorin con un timido rimbalzo intorno all'1% dopo il calo di circa l'11% venerdì post presentazione del piano industriale troppo conservativo che non è piaciuto al mercato. Jefferies ha alzato il target price a 134 euro da 125. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, "il titolo ha già incluso i deludenti target finanziari 2022-25 di venerdì scorso".

Pesante il titolo della Juve che arretra del 6% nel giorno in cui è stata chiusa in anticipo l'offerta in Borsa dei diritti inoptati legati all'aumento di capitale.

Fra i minori perde intorno al 9% It Way, mentre è in deciso rialzo Alerion (+3,86%).

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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