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Borsa Milano In netto calo con futures Nasdaq, bene Eni, vola Danieli, tonfo Stm

·2 minuto per la lettura
Una donna davanti l'ingresso della borsa di Milano

MILANO (Reuters) - A Piazza Affari gli indici hanno preso una piega decisamente negativa, penalizzati dalle attese di un avvio in forte calo per il Nasdaq nel pomeriggio.

I futures sul Nasdaq cedono oltre l'1%, con i titoli high tech finiti sotto pressione a seguito del balzo dei rendimenti dei titoli di stato sulle attese di un rialzo dei tassi dopo i recenti commenti della Fed. I futures sull'S&P500 cedono intorno allo 0,7%.

A dare un po' di carburante ai mercati c'è, tuttavia, il balzo del prezzo del petrolio con il Brent che supera quota 80 dollari al barile e sostiene il comparto oil.

Intorno alle 12,40 l'indice FTSE Mib arretra intorno all'1%.

Tra i titoli in evidenza:

Dal generale storno che sta colpendo i titoli quest'oggi, si salvano quelli legati al settore oil&gas, in Italia come in Europa, sostenuto dal rialzo del greggio. "Un livello simile del prezzo della materia prima non si vedeva da tempo", dice un broker. Lo stoxx settoriale europeo balza dello 0,85%. Eni avanza dell'1,6%, sui massimi da fine febbraio 2020. Strappa Maire Tecnimont (+2,8%) in scia dell'accordo con Greenfield Nitrogen per un impianto ammoniaca verde in Usa annunciato stamani. Restano indietro le oil service: Tenaris guadagna appena lo 0,16%, mentre passa in negativo Saipem (-0,4%).

Scendono anche le banche, con Unicredit che arretra dell'1,3% e INTESA SANPAOLO dello 0,3%. Meglio Bper in salita dello 0,4%, mentre BANCO BPM perde l'1%.

In profondo rosso Stm che cede il 4,75% penalizzato dalle attese di un calo del Nasdaq e dal balzo dei rendimenti dei titoli di stato Usa. Ma a scendere è tutto il comparto a livello europeo che perde il 3,9%.

Strappano le azioni Danieli ordinarie (+8,15%) e risparmio (+7,2%) dopo i risultati del bilancio 2020-21 al 30 giugno ben sopra le attese del mercato e le positive prospettive per il settore dell'acciaio quest'anno e il prossimo. "Complessivamente alziamo l'Ebitda atteso per il 2222-23 del 10%/8% e l'utile netto del 18% e 14%", scrive Equita nel daily.

Infine fra i minori, in luce Aedes che cresce del 3,6% su acquisti speculativi dopo che alcuni giorni fa l'azionista di maggioranza ha messo in vendita l'intera quota pari al 51,25% della Siiq in un'operazione che farà scattare l'obbligo di Opa totalitaria da parte dell'acquirente.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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