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Borsa Milano volatile, positiva in attesa Fed, corrono Leonardo e Ovs, giù Mfe e Mps

Una donna davanti all'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta volatile a Piazza Affari, partita in netto calo insieme alle altre borse europee e dopo il tonfo di quelle asiatiche stamani, per poi passare in positivo.

Sui mercati c'è comunque un clima attendista nel giorno in cui la Fed è chiamata ad agire nuovamente sul fronte dei tassi per tentare di frenare l'inflazione. Da attese la Fed dovrebbe varare un altro rialzo da 75 punti base, dopo quello da 100 punti operato ieri dalla Banca centrale di Svezia. Particolare attenzione verrà rivolta alle previsioni trimestrali sull'economia che la Fed diffonderà in serata e alla conferenza stampa del governatore Powell.

"Le borse sono su supporti importanti, in particolare l'Eurostoxx50, e questo dovrebbe consentire un rimbalzo dei mercati. Prevale tuttavia il clima attendista", osserva un trader.

Intorno alle 10,10 l'indice FTSE Mib guadagna lo 0,44% con oscillazioni un po' marcate.

Tra i titoli in evidenza:

Molto forte Leonardo(+6.3%), insieme al comparto della difesa europeo, dopo le ultime dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale. "I venti di guerra con le dichiarazioni di Putin fanno tornare gli acquisti sul comparto della difesa", osserva un trader.

Bancari in netto recupero, realizzati ieri. UNICREDIT guadagna il 2,2%. La banca ha annunciato l'avvio della seconda tranche del programma di buyback fino a un miliardo di euro. Al palo, invece, INTESA SP (-0,4%). Non riesce a risollevarsi MPS, anche oggi molto venduta con un ribasso del 3,1%. A pesare sempre le attese dell'aumento di capitale. Ieri altri dettagli sul piano di raggruppamento azionario (1 nuova azione ordinaria ogni 100 esistenti dal 26 settembre) funzionale all'aumento iperdiluitivo previsto questo autunno.

Strappa OVS (+12%) dopo i risultati del primo semestre sopra le attese. Banca Akros scrive nel daily che "i risultati sono sopra le attese su tutti i livelli con vendite ed Ebitda sopra le stime e debito in calo. Le nostre attese erano per vendite nel secondo semestre piatte ed Ebitda in calo del 22% o inferiore di 20 milioni di euro. Alla luce di questi risultati, riconsidereremo queste stime troppo pessimistiche".

Tenta il rimbalzo TIM (+2,9%), titolo che si muove comunque a ridosso dai minimi storici toccati più volte nella ultime sedute.

Cede oltre il 3% il titolo MFE B, penalizzato dal taglio della raccomandazione a "Neutral" da "Overweight" e prezzo obiettivo a 0,54 euro da 1,2 euro precedente.

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei)