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Cina in crisi? Non solo, c’è anche il Brasile

·3 minuto per la lettura

La Cina con Evergrande ha sicuramente catalizzato le paure di molti investitori, in particolare di quanti sono esposti nell’obbligazionario immobiliare cinese e più ampiamente nel mercato cinese.

Tuttavia all’ombra del caso Evergrande è cresciuto un altro piccolo spauracchio e si chiama Brasile. Qui l’ETF EWZ Brazil, un fondo negoziato in borsa che replica un paniere di titoli azionari brasiliani large e mid-cap, ha fatto segnare il -12%. Una caduta che rappresenta il punto più basso da metà marzo 2021.

Secondo alcuni analisti, riporta Cnbc, è questo il momento di comprare il “dip”, cioè di acquistare a prezzi scontati sulla Borsa del Brasile. Ma è davvero così? Quello raggiunto è davvero il “dip” o c’è il rischio di ulteriori discese dei prezzi?

Procediamo con ordine e vediamo quali sono i problemi del Brasile che alcuni altri analisti finanziari vedono in questa fase storica.

Brasile e i suoi problemi economici e politici

Ci sono troppi problemi ha riferito alla Cnbc, Boris Schlossber, amministratore delegato di BK Asset Management.

Il primo problema riguarda proprio la Cina. Il Brasile è molto legato alle esportazioni verso il paese asiatico ed è tra i principali partner commerciali a livello globale. Un rallentamento dell’economia cinese equivale ad un rallentamento dell’economia brasiliana.

Quindi resta il problema Jair Bolsonaro, il presidente del Brasile. La sua leadership è stata più volte messa in discussione non solo all’esterno, ma in particolare all’interno del paese. Una messa in discussione che mesi fa aveva fatto addirittura temere per una situazione così degenerata da aprire una finestra a un potenziale colpo di Stato in Brasile.

Per il momento i suoi oppositori ne hanno chiesto soltanto l’impeachment, per la sua incapacità di gestire la pandemia e per la sua risposta alla conseguente crisi economica del paese latino americano.

Insomma, il Brasile è meglio proprio evitarlo fino a quando non si calma la situazione politica nel paese e ciò non sarà a breve.

La Cina preoccupa altri mercati

Un altro analista contattato da Cnbc, fa presente che la Cina sta creando problemi anche in altri mercati ad essa molto legati.

Tra questi troviamo la Corea del Sud, dove l’indice KOSPI è crollato del 12%: “Ha rotto sotto la sua linea di tendenza che risale al maggio del 2020, i minimi della pandemia, e ha fatto un minimo inferiore chiave sotto 3.000”.

Anche l’indice Nikkei ha rotto la sua linea di tendenza per il 2020 e si sta avvicinando a un punto critico.

Quel che vogliono dire questi segnali, è che l’economia sta dando segnali di rallentamento e “i mercati azionari tendono a muoversi 6 mesi prima dell’economia” reale.

La Cina in questo movimento al ribasso appare essere il principale colpevole, per il Brasile, per la Corea del Sud, per il Giappone e anche per l’Europa.

 

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This article was originally posted on FX Empire

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