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Cos’è il Palladio e perché vale più dell’oro. Bolla speculativa?

Fabio Carbone

Nel mese di dicembre del 2018 il palladio superava per la prima volta nella storia il prezzo dell’oro. Fu un fatto storico, solo il platino negli anni della crisi 2007 – 2008 “osò” superare il valore dell’oro, ma tutto si esaurì in una bolla. Il prezzo del palladio, invece, è salito con costanza negli anni senza eclatanti strattoni: una vera progressione da scalatore di cime sempre più alte.

Come mai il palladio è diventato così prezioso agli occhi degli investitori, cosa lo spinge realmente verso l’alto? E soprattutto, vi resterà su quelle cime o deciderà di scendere mettendo gli sci ai piedi?

Partiamo dal comprendere cos’è il palladio e subito dopo ne scopriremo insieme le applicazioni pratiche, così da comprendere fattivamente la sua importanza nelle industrie.

Cos’è il Palladio?

Da un punto di vista chimico il palladio è un metallo raro, facile comprende che da un punto di vista della collocazione esso va tra le materie prime. Il palladio si estrae dai minerali del rame e del nichel in particolare ed appartiene al gruppo del platino, con cui condivide molte caratteristiche chimico fisiche e anche i giacimenti estrattivi.

A cosa serve il Palladio?

Il palladio è quindi un metallo raro e di conseguenza prezioso dato il suo utilizzo specializzato in numerosi settori industriali. Per riassumere in breve, il palladio viene utilizzato come:

  • lega (oro – palladio) per creare l’oro bianco;
  • catalizzatore in varie reazioni di accoppiamento chimico;
  • catalizzatore all’interno dei sistemi di trattamento dei gas di scarico di motori a combustione interna;
  • elemento nelle candele dei motori aeronautici;
  • elemento in apparati dedicati alle telecomunicazioni;
  • elemento aggiuntivo negli strumenti chirurgici;
  • elemento aggiuntivo per creare vetri ad alta resistenza;
  • lega per costruire armature militari ad alta tecnologia.

L’elenco non è esaustivo, ma basta a far comprendere il perché di tanta importanza e come mai in determinati frangenti il suo prezzo sale vorticosamente. Si pensi ad esempio all’impiego in ambito militare per creare armature militari e vetri ad alta resistenza, nei periodi di crisi internazionali che potenzialmente possono preludere a una guerra il valore del palladio sale di conseguenza.

L’uso come catalizzatore e quindi come abbattitore degli inquinanti atmosferici, lo pone in prima linea contro il cambiamento climatico e tutta l’industria dell’automotive ne ha bisogno ancora per qualche anno.

E poi le telecomunicazioni, sempre più strategiche nel nostro tempo.

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Chi estrae il palladio?

Non sono molte le società che estraggono il palladio e spesso sono società che estraggono platino o nickel, come scritto in precedenza i due metalli appartengono allo stesso gruppo e spesso si trovano nei medesimi giacimenti.

Questo l’elenco delle principali:

  1. Norilsk Nickel (3,08 milioni di once di palladio);
  2. Anglo Platinum (4,5 milioni di once di PGM);
  3. Sibanye-Stillwater (2,1 milioni di once di PGM);
  4. Impala Platinum (849.300 once di palladio);
  5. Vale (250mila once di palladio);
  6. North American Palladium (224mila once di palladio);
  7. Northam Platinum limited (150.043 once di palladio).

Il prezzo del palladio è cresciuto a dismisura: colpa dell’automotive?

Analizziamo il trend di crescita del palladio dal 2006 ad oggi, notiamo che il suo valore resta pressoché basso fino alla seconda metà del 2008, se si esclude il picco presto rientrato a cavallo tra il 2007 – 2008.

Da settembre 2008 il grafico del palladio ci mostra un crescendo costante nel tempo, ma mai repentino con anche qualche flessione. Tuttavia il movimento al rialzo si è innescato ed è dovuto alla crescente richiesta per la catalizzazione dei motori a combustione interna, sempre più oggetto di revisione per ottemperare alle leggi internazionali sull’abbattimento delle sostanze nocive emesse nell’aria dalla combustione dei carburanti (benzina in particolare).

Quindi a far impennare il prezzo del palladio è stato il settore automobilistico? In parte sì, ma in parte perché le società che materialmente si occupano dell’estrazione del palladio hanno verificato che il metallo raro è in esaurimento. La quantità disponibile nei giacimenti sarebbe addirittura appena sufficiente per i prossimi due anni e le riserve nazionali da parte degli Stati che ne posseggono (ad esempio la Russia) sono altrettanto in esaurimento o esaurite.

Una bolla sul palladio bisogna attenderla

Alcuni analisti credono che ci sia invece troppa enfasi sul palladio, che si tratti di una bolla che presto esploderà. La bolla del palladio potrebbe concretizzarsi nei prossimi anni, quando i motori elettrici sostituiranno massicciamente gli attuali motori a combustione interna. A quel punto di catalizzazione non ce ne sarà più bisogno e l’automotive ridurrà drasticamente la richiesta di palladio all’industria mineraria. Secondo gli analisti questo sarà “lo spillo” che bucherà il palloncino. Questa analisi è stata pubblicata a marzo del 2019 da Il Sole 24 Ore, la pubblicazione dell’articolo che stai leggendo, invece, avviene a gennaio 2020. Dopo poco meno di un anno dall’analisi de Il Sole 24 Ore, il palladio non solo non è crollato ma è salito pazzescamente sopra i 2.000 dollari l’oncia.

Come dicevamo le variabili sono due e l’altra riguarda l’esaurimento del palladio in natura. Anche se tra qualche anno non dovesse essere più necessario all’automotive, il palladio resterà pur sempre un metallo quasi introvabile per la produzione di gioielli in oro bianco, per il settore delle telecomunicazioni e nella chirurgia medica per realizzare strumenti chirurgici.

Investire nel palladio conviene?

La domanda di chi si avvicina solo ora al metallo prezioso, è se conviene investire nel palladio a questo punto della sua ascesa, oppure se si rischia di restare con il cerino carbonizzato tra le dita.

Il rischio in effetti è elevato. Perché se è vero da un lato che la domanda continuerà a crescere e la cantierizzazione di nuovi giacimenti estrattivi non è cosa così rapida da mettere in pratica, è anche vero che ad un certo punto gli investitori della prima ora vorranno raccogliere il guadagno.

Una correzione del prezzo del palladio c’è da aspettarsela.

Palladio o Platino?

Qualcuno potrebbe essere portato a fare un confronto tra il palladio e il platino, ma un investitore con una esperienza di qualche anno è consapevole del fatto che tali paragoni tra asset dello stesso comparto non servono tanto a fare una scelta esclusiva, quanto a comprendere le differenze degli asset per poi metterli entrambe nel portafoglio.

In particolare se il tuo interesse di investimento si rivolge espressamente alle materie prime, non è assolutamente consigliabile escludere uno dei due metalli dal tuo portfolio, anzi, sarà bene comporlo di tutte le materie prime, in percentuali variabili e ponderate in base ai rischi e opportunità del momento, di ciascuna materia prima stessa.

Concludendo

Platino, palladio, oro, i metalli preziosi in generale solleticano non poco l’appetito degli investitori. Il palladio in questi anni ha parzialmente adombrato l’oro, ma attenzione perché è una nuvola di passaggio.

Il palladio, infatti, vive un momento straordinario che alcuni hanno paragonato al momento straordinario del bitcoin nel 2017. Come allora fu preannunciata la bolla, che poi esplose di lì a poco, sarà bene ascoltare le voci di quegli analisti che la prevedono. Come sempre, non si sa mai quando è il momento dello spillo che buca il pallone: prudenza per chi non è disposto a rischiare.

This article was originally posted on FX Empire

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