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Dell'Utri torna libero: "Ora ricomincio a vivere"

Marcello Dell'Utri (REUTERS/Alessandro Bianchi AB/WS)

Dopo cinque anni di detenzione, torna in libertà Marcello Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia. Il braccio destro di Silvio Berlusconi, in realtà, è ancora sotto processo in Sicilia per la trattativa Stato-mafia. La sua condanna a sette anni di reclusione è considerata ormai scontata, nonostante i restanti due anni di “sorveglianza”. Il senatore ha trascorso l’ultimo periodo nella sua casa di Milano, per problemi di salute.

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Il processo di Palermo rappresenta ancora un guaio per lui, ma l’assoluzione di Calogero Mannino (che era accusato di avere avviato la trattativa tra stato e mafia) fa perdere un tassello fondamentale dell’accusa.

La nuova vita di Dell’Utri

Intervistato dal Corriere della Sera, Dell’Utri ha parlato della sua vita privata, evitando di commentare le vicende giudiziarie che lo hanno visto e, in un certo senso, lo vedono ancora coinvolto. “Per farmela passare leggo molto - ha spiegato - Ho qui con me un libro di Sciascia. Una distrazione dallo studio. Mi sono iscritto all’università di Bologna, facoltà di storia e letteratura italiana. Non si finisce mai di studiare. Ho un esame di letteratura che mi aspetta e devo immergermi in tre secoli di autori, storia, contesti, Seicento, Settecento e Ottocento, da Tasso a Verga”.

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Prima di essere accusato e condannato, Dell’Utri viveva sul lago di Como. “Ho venduto la casa a Silvio Berlusconi, come sa chi legge le cronache - ha raccontato il senatore - Adesso sto a casa di mia moglie che però è a Santo Domingo, residente all’estero”. E sulla eventuale presenza al processo di Palermo, ha affermato: “Questo lo decidono gli avvocati”. Berlusconi, arrivando a Palermo da testimone, ha detto la scorsa settimana che gli avvocati gli hanno imposto di non testimoniare in favore di Dell’Utri.

“Dell’Utri potrebbe essere pericoloso”

Il prossimo 12 dicembre è stata fissata dal magistrato di Sorveglianza di Milano l'udienza per valutare se Dell'Utri sia ad oggi socialmente pericoloso e quindi se applicare o meno l'eventuale misura di sicurezza della libertà vigilata con le relative prescrizioni. Il fascicolo dell’ex senatore, che ha espiato una pena per concorso esterno in associazione mafiosa, è di competenza del giudice Giulia Turri.

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