E il conto lo pagano i soliti italiani

Gli istituti tricolore hanno ridotto l'esposizione verso madrid di 2,8 mld ma roma ne verserà 18. Le banche tedesche hanno ritirato 22 mld di crediti alle spagnole e Berlino contribuirà al piano per 27 mld Per le francesi il rapporto è 15 mld di alleggerimenti contro 20 di versamento. Una beffa per il contribuente

Italiani dal cuore d'oro, non c'è che dire. Pagheranno ancora una volta, l'ennesima, per l'azzardo morale delle banche altrui, i soliti noti. Con il salvataggio della banche di Madrid viene addossato ai contribuenti europei, penalizzando fortemente l'Italia, l'intero credito ritirato dalle banche europee alla Spagna nel corso del 2011: considerando tutti i settori di impiego si tratta di 121,44 miliardi di dollari.
Al cambio non manca un soldo: 100 miliardi di euro.

Cominciamo a fare i conti. Nel caso del salvataggio delle banche spagnole, diversamente dai pacchetti di aiuto alla Grecia, il Fmi non apporta fondi propri: non solo i Brics, ma anche la Gran Bretagna si è rifiutata di aumentare le proprie quote di partecipazione. D'altra parte, è un salvataggio bancario. Comunque, il Fmi vigilerà: con grande attenzione e cognizione di causa. La Gran Bretagna, non facendo parte dell'area dell'euro, non partecipa all'Esm e neppure aderisce al prossimo Efsf: le risorse saranno apportate dai soli Stati dell'eurozona, in proporzione alla propria partecipazione al capitale della Bce. Se il salvataggio dovesse ammontare a 100 miliardi, la cifra tonda di cui si parla, il contributo di spettanza della Germania, e quindi il maggior debito pubblico addossato ai contribuenti tedeschi, sarà di 27,15 miliardi; per quelli francesi saranno 20,39 miliardi, per quelli italiani 17,91 miliardi, per quelli inglesi neanche una sterlina.

Gli Stati dell'eurozona indebitano così i propri cittadini, compensando in misura nettamente asimmetrica l'esposizione delle proprie banche verso la Spagna. Le banche tedesche, infatti, a fine 2011 avevano crediti per 53 miliardi di dollari nei confronti delle sole controparti bancarie spagnole, dopo aver ritirato crediti per ben 22 miliardi nel corso dell'anno. Le banche francesi avevano crediti per 23 miliardi dopo averne ritirati oltre 15. Le banche inglesi circa 13 miliardi, al netto degli 8 ritirati. Le banche italiane avevano crediti per 5,5 miliardi e ne avevano ritirati 2,8. Le banche belghe avevano crediti per 3,9 miliardi e ne avevano ritirati addirittura per 6,6 miliardi. In totale, a fine 2011, le banche di questi cinque Stati europei vantavano crediti per 99 miliardi di dollari verso quelle iberiche, dopo averne ritirati complessivamente per 55 miliardi nel corso dell'anno.

Se andiamo a vedere la percentuale di esposizione residua delle banche europee e la paragoniamo con le quote di partecipazione dei rispettivi Stati al piano di aiuti alla Spagna, riesce molto più semplice capire il perché stavolta la Germania abbia girato la testa dall'altra parte e autorizzato il via libera nel volgere di alcune ore: l'esposizione delle banche tedesche verso quelle spagnole vale ancora il 54% dei crediti complessivi, mentre il contributo addossato al contribuente tedesco peserà solo per il 27%: un po' meno della metà. Per le banche francesi l'esposizione ammonta al 24% dei crediti complessivi, mentre il contributo dei cittadini sarà pari al 20%: anche loro, anche se in misura inferiore, ci guadagnano. Di gran lunga meglio va agli inglesi: pur essendo le banche britanniche esposte per un 13% del totale, per loro il costo del salvataggio è nullo. I contribuenti italiani pagano anche il conto degli altri: a fronte di un modesto 6% di esposizione delle banche italiane nei confronti di quelle spagnole, l'Italia si accollerà il 18% degli aiuti. Tre volte tanto.

Gli italiani sono chiamati a farsi carico dell'azzardo morale delle banche spagnole, su cui altri sistemi bancari hanno lucrato a lungo. Completa la lettura sul sito di Milano Finanza.


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