Elezioni 2013, le agevolazioni per chi torna a votare

Ecco quali sono le condizioni per ottenere sconti, riduzioni e permessi in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio

Sconti e riduzioni, agevolazioni e permessi per votare. Ma non per tutti, e con qualche complicazione di troppo. Per le elezioni politiche, e per chi si muove sul territorio nazionale, il biglietto del treno costerà il 70% in meno: il viaggio deve essere fatto fra il 16 febbraio - per l’andata - e non oltre il 7 marzo per il ritorno.

Per i residenti all’estero le cose si complicano: in treno le tariffe a prezzi stracciati vengono applicate con qualche distinguo. Trenitalia - dalla Svizzera e dall’Austria – ha previsto un biglietto con uno sconto del 70% per gli adulti, eccezion fatta per chi opta per i vagoni letto e i vagoni letto DeLuxe. Ma in Francia e Spagna le cose cambiano un po’: sui treni delle società Elipsos (Spagna-Italia) e Trans Veolia Transdev (Italia-Francia) non è riconosciuta l’agevolazione per gli elettori residenti all’estero.

La Germania, invece, ha un regolamento tutto suo. Per i collegamenti con i diretti notturni viene rilasciato un biglietto a data aperta e tariffa chilometrica, ma senza sconto, fino al confine italiano. Dalla stazione successiva invece scattano le riduzioni che copriranno il territorio nazionale, le cosiddette  tariffe “Italian Elector”, valide solo per il treno e il giorno scelti. Attenzione però: i biglietti non devono essere convalidati prima della partenza. Il viaggio di andata può essere fatto comunque con anticipo sulla data del voto: fino a un mese prima dell’apertura dei seggi e fino a un mese dopo la sua chiusura. Il biglietto a tariffa “Italian Elector” per i treni del servizio nazionale (Intercity, Ic notte, Eurostar, FB, ES*, AV) viene rilasciato all’ester  e copre la tratta interessata fino al Comune in cui si vota.

Per i treni regionali invece l’acquisto è in biglietteria, o in agenzia di viaggi, con le riduzioni previste dalla legge italiana. E’ sufficiente mostrare la cartolina elettorale ricevuta dai residenti all’estero per usufruire delle agevolazioni all’acquisto. Cartolina che però, se sprovvista dell’apposito riquadro riportante il tipo di agevolazione spettante all’elettore proveniente dall’estero, non consentirà sconti ma consentirà all’elettore di chiedere successivamente il rimborso del biglietto da parte del Consolato. In questo caso del 75% della somma.

In treno è comunque fondamentale mostrare la tessera elettorale, al ritorno, con il timbro che attesta la votazione. L’elettore che proviene dall’estero con altri mezzi, qualora scelga di rientrare il treno, avrà lo sconto sul solo biglietto di ritorno. Deve comunque essere in grado di provare la residenza all'estero ed esibire la tessera elettorale con l’attestazione di voto. Il cambio della prenotazione è possibile chiedendo il rimborso del biglietto e sostenendo una piccola spesa aggiuntiva per l’emissione di quello nuovo. La domanda va fatta alla società ferroviaria che lo ha emesso e non ad altre.

Più semplici i cambi con Trenitalia che riceve la richiesta di rimborso in qualsiasi biglietteria abilitata o all’agenzia emittente: attenzione però che sul tagliando venga apposta l’attestazione “biglietto non utilizzato” con l’indicazione della data e dell’ora, fino a un’ora successiva alla partenza del treno prenotato o a 24 ore successive nel caso in cui la biglietteria di partenza sia impresenziata o temporaneamente chiusa. Per alcune tratte brevi il rimborso invece non è previsto: il costo sostenuto per i biglietti internazionali viene restituito solo se superiore a 10 euro. Alitalia al momento non ha previsto sconti come aveva fatto per le Regionali e i costi scoraggiano più di un elettore.

A rischiare di non riuscire a tornare in Italia a votare comunque c’è un esercito di persone: ben 25mila. Si tratta degli studenti Erasmus che per colpa di un gap normativo potrebbero non avere alcuna agevolazione. Tant’è che lunedì 21 gennaio è intervenuto anche il portavoce della Commissione Europea Dennis Abbott, in merito all'impossibilità degli studenti italiani all'estero di partecipare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio: “Non dovrebbero essere svantaggiati e la loro mobilità non dovrebbe essere disincentivata”, ha detto. 

Il caso è scoppiato negli scorsi giorni e ha fatto molto clamore. Perché la normativa in corso prevede che, per votare dall'estero, i cittadini italiani debbano iscriversi all'Aire (Associazione italiani all'estero). Ma tra i criteri per potersi iscrivere c’è quello di permanere fuori dall'Italia per oltre 12 mesi. Ovviamente non tutti gli italiani all’estero hanno questo requisito. Come sia possibile colmare questo buco normativo ancora non è dato saperlo, anche il ministero dell'Interno sta verificando i tempi e la costituzionalità di un eventuale decreto ad hoc che garantisca anche agli studenti di esercitare il loro diritto.