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Gazprom blocca gas Polonia e Bulgaria, Portogallo e Spagna tetto prezzo

Le due grandi novità per il gas naturale in Europa sono la decisione di Gazprom di fermare completamente l’invio di gas naturale alla Polonia e alla Bulgaria, e l’ok dell’Unione Europea al tetto del gas richiesto da Spagna e Portogallo.

Cosa significa questo per il prezzo del gas naturale a livello globale? La notizia che Gazprom (leggasi Cremlino) imponeva il blocco delle esportazioni, ieri si è subito tradotto in un apprezzamento del gas naturale tornato sopra i 7 dollari per il future di maggio 2022.

Lo scorso 22 aprile, dopo una costante risalita dei prezzi del metano che sembrava inarrestabile, il prezzo era invece sceso a 6,66 dollari.

Vediamo con ordine come sta la situazione e cosa potrebbe significare tutto ciò per il prezzo del gas naturale nel prossimo mese di maggio.

Gazprom ferma il gas verso Polonia e Bulgaria

La conferma da parte delle società del gas e dei governi di Polonia e Bulgaria è giunta ieri sera, dopo che Gazprom aveva annunciato lo stop alle forniture a partire da questa mattina alle ore 8 locali europee.

Il motivo dello stop il non allineamento alle richieste del Cremlino di pagare il gas russo in rubli. Ma su questo ci sarebbe da domandarsi perché allora solo Polonia e Bulgaria, dal momento che i “paesi ostili” che devono pagare in rubli sono molti di più. In effetti c’è dell’altro e lo analizziamo più avanti.

La situazione è differente tra i due Stati. Il ministro dell’ambiente polacco Anna Moskwa ha affermato che la Polonia ha le riserve piene all’86% e che la diversificazione era già iniziata da mesi.

Infatti, L’Economia del Corriere fa notare che la Polonia aveva già ridotto le richieste a Gazprom da 600-800 milioni di metri cubi di gas a settimana, agli attuali 200 milioni.

Il problema maggiore è per la Bulgaria che dipende al 77% dal gasdotto Yamal.

Tetto al prezzo del gas per Portogallo e Spagna

Portogallo e Spagna fanno da soli e così, mentre in Ue molti paesi oppongono ancora resistenza, loro ottengono dall’Unione Europea l’autorizzazione a imporre un tetto al prezzo del gas naturale.

L’annuncio congiunto, ieri, da parte dei ministri dell’ambiente di Spagna e Portogallo in una conferenza stampa tenuta a Bruxelles al termine dell’incontro con la vicepresidente della Commissione Ue Vestager.

Il tetto fissa il prezzo del gas naturale a 40 euro a megawattora, con una media di 50 euro a megawattora nel periodo di provvedimento che avrà la durata di un anno.

Anche l’Italia voleva un tetto al prezzo del gas naturale, ma non voleva agire da sola. Portogallo e Spagna hanno agito ed ottenuto l’approvazione dall’Ue. Il ministro degli Esteri italiano in una dichiarazione riportata da Teleborsa continua a chiedere il tetto al prezzo del gas naturale in tutta l’Ue.

Cosa significa tutto questo per il prezzo del gas naturale?

La decisione di Gazprom è giunta dopo le sanzioni della Polonia imposte alla società e in particolare alla joint venture EuRoPol GAZ che gestisce il tratto polacco del gasdotto Yamal-Europe, scrive Teleborsa.

Quella dell’Unione Europea di autorizzare Spagna e Portogallo, dunque, appare piuttosto come una contro ritorsione ai danni della Russia per quanto fatto a Polonia e Bulgaria.

Se l’Italia, altro grande importatore, dovesse muoversi per chiedere in autonomia il tetto al prezzo del gas, o se l’Europa dovesse farlo in blocco, il prezzo del gas al megawattora subirebbe sicuramente un drastico tracollo.

This article was originally posted on FX Empire

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