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Germania, niente residenza per gli stranieri disoccupati da più di sei mesi

Davide Mazzocco

Giro di vite della Germania su immigrazione e Welfare. In dodici mesi Berlino ha dovuto far fronte all’arrivo di 1,22 milioni di immigrati, di cui 787mila provenienti da Paesi facenti parte dell’Unione Europea. Una vera e propria ondata migratoria alla quale il Paese leader dell’Ue non è più in grado di fornire un Welfare adeguato.

La Grosse Koalitione di Angela Merkel appare compatta nel contrastare il “Sozialturismus” ovverosia il “turismo del Welfare” di chi vive dei sussidi di disoccupazione. Fra il 4 e l’11 giugno il Bundestag ha già messo in agenda il voto della legge che toglierà il diritto a risedere in Germania a tutti i cittadini comunitari senza lavoro che abbiano percepito il sussidio di disoccupazione per almeno sei mesi.

La tendenza all’erosione del trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini comunitari è palese: la crescita delle forze di governo populiste e nazionaliste costringe i partiti di governo a prendere misure maggiormente protezionistiche per scongiurare la perdita di consenso. Succede anche in Germania ovverosia nel Paese più filoeuropeista d’Europa come dimosytra il 7% di Alternative für Deutschland alle europee.



Il Belgio è stato il primo Paese a utilizzare le deroghe al trattato di Schengen che prevedono l’interdizione della permanenza ai cittadini comunitari che diventino un onere per lo Stato ospitante. Non ci sono state espulsioni, ma alle persone indesiderate sono stati ritirati i documenti necessari per affittare una stanza e per mettersi alla ricerca di un lavoro. Anche nel Regno Unito (specialmente dopo il successo dell’Ukip alle europee di domenica) un provvedimento del genere potrebbe diventare presto realtà.

Che il provvedimento passi è quasi scontato visto che a lavoraci sono stati il ministro dell’Interno del Cdu, Thomas de Maizière, e il titolare del dicastero degli Affari Sociali dei Socialdemocratici, Andrea Nahles.

La comunità italiana sarà fra quelle maggiormente colpite dal provvedimento con oltre mezzo milione di residenti, 245mila lavoratori e 65.081 richiedenti il sussidio di disoccupazione. Soltanto nel 2013 sono stati 32mila i nuovi arrivi, con una crescita del 51% rispetto al 2012.
 
Ma la limitazione dei sussidi di disoccupazione agli stranieri non sarà l’unica mossa di Merkel e alleati per rivedere le politiche del generoso welfare tedesco. Fra le modifiche in agenda c’è anche quella del Kindergeld, il sussidio di 180 euro al mese che viene erogato per ogni figlio di lavoratore. A Berlino si sono accorti che nel 2012 ben 600 milioni di euro, distribuiti per questo sussidio, sono finiti fuori dai confini tedeschi e hanno deciso di lavorare a un aggiustamento. E per chi dovesse frodare lo Stato non ci sarà alcuna pietà: chi verrà pizzicato a fornire dati falsi per ottenere prestazioni di assistenza o chiunque si dovesse sposare solamente per avere la cittadinanza tedesca sarà punito con il carcere fino a tre anni e, una volta uscito di prigione, non potrà fare ritorno in Germania.