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Greggio oltre 120 dollari, aumento prezzi sauditi luglio eclissa accordo Opec+

Una miniatura di una pompa petrolifera davanti al logo Opec

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio superano i 120 dollari al barile dopo che l'Arabia Saudita ha aumentato i prezzi del greggio per il mese di luglio, sostenuti anche dai dubbi che l'aumento dell'obiettivo di target mensile dell'Opec+ possa contribuire ad allentare un'offerta tirata.

Alle 11,30 il Brent è in rialzo dello 0,57%, a 120,40 dollari al barile dopo aver toccato un massimo di 121,95 dollari.

I futures sul greggio Usa sono in rialzo dello 0,58% a 119,56 dollari al barile dopo aver toccato un massimo di tre mesi di 120,99.

L'Arabia Saudita ha aumentato il prezzo ufficiale di vendita (Osp) di luglio per il greggio leggero arabo verso l'Asia di 2,10 dollari rispetto a giugno a un premio di 6,50 dollari, il più alto da maggio, quando i prezzi hanno toccato i massimi storici a causa delle preoccupazioni di un'interruzione delle forniture dalla Russia.

L'aumento dei prezzi ha fatto seguito alla decisione della scorsa settimana dell'Opec+ di aumentare la produzione per luglio e agosto di 648.000 barili al giorno, ovvero il 50% in più di quanto precedentemente previsto.

L'aumento del target è stato tuttavia distribuito tra tutti i membri dell'Opec+, molti dei quali hanno poco spazio per aumentare la produzione e che comprendono la Russia, che deve affrontare le sanzioni occidentali.

Citibank e Barclays hanno alzato le previsioni sui prezzi per il 2022 e il 2023, dicendo di aspettarsi un calo della produzione e delle esportazioni russe di circa 1-1,5 milioni di barili al giorni entro la fine del 2022.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)

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