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Greggio, prezzi in ribasso, mercato si destreggia tra inflazione e timori offerta

Una pompa petrolifera a Midland, Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in calo, con il mercato che valuta da un lato i timori sull'offerta e dall'altro la preoccupazione che l'indebolimento delle economie globali causato dall'inflazione possa ridurre la domanda di carburante.

Intorno alle 11,25 i futures sul Brent per la liquidazione di ottobre sono in calo di 1,8 dollari centesimi, o 1,77%, a 103 dollari al barile, dopo essere saliti del 4,1% ieri, il più grande rialzo in più di un mese.

Il greggio statunitense West Texas Intermediate è a 95,7 dollari al barile, con un ribasso di 1,3 dollari, pari a 1,34%, dopo un aumento del 4,2% nella seduta precedente.

L'inflazione si avvicina a un territorio a due cifre in molte delle maggiori economie mondiali, un livello che non si vedeva da quasi mezzo secolo. Questo potrebbe spingere le banche centrali negli Stati Uniti e in Europa a ricorrere a rialzi più aggressivi dei tassi di interesse, che potrebbero frenare la crescita economica e pesare sulla domanda di carburante.

Il calo dei prezzi è stato tuttavia contenuto dalla prospettiva di una riduzione delle forniture.

La Russia ridurrà del 2% la produzione di petrolio e dei condensati di gas ad agosto rispetto a luglio, secondo quanto scritto oggi dal quotidiano Kommersant, che ha citato fonti a conoscenza dei dati, mentre Gazprom taglierà la produzione.

I disordini politici di ieri sera in Iraq, secondo produttore Opec, hanno contribuito a sostenere i prezzi.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei)