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Impennata dei rendimenti, un problema per la BCE che non sa cosa fare

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

L’impennata dei rendimenti non molla la presa e preoccupa anche la Banca Centrale Europea, dopo aver preoccupato anche il Federal Reserve System (Fed) del caro Jerome Powell.

Ieri il Congresso americano ha approvato il pacchetto di stimolo da 1900 miliardi di dollari previsto come misura adrenalinica per scuotere l’economia statunitense in questa fase di ripresa.

Nel frattempo la FED ha emesso i Treasury a 10 anni che durante l’asta sono andati meglio del previsto ed hanno chiuso a 1,509%. Ed oggi è attesa l’asta dei Treasury di lungo periodo, quelli a 30 anni.

Dove sta il problema? Il problema risiede proprio nei titoli di Stato USA, dove i rendimenti proseguono un andamento in salita sui timori che l’inflazione possa salire più rapidamente del previsto. Ma non solo.

In Europa si gioca una partita quasi a scacchi, tanto che nelle ultime settimane i funzionari della BCE sono intervenuti più volte per affermare che l’inasprimento dei rendimenti obbligazionari è ingiustificato, e che la situazione va monitorata da vicino.

Oggi alle 13:45 all’EuroTower si riunirà il board della BCE e poi alle ore 14.30 è prevista la conferenza stampa di Christien Lagarde sulle scelte di politica monetaria.

I tassi resteranno invariati, ma i mercati finanziari attendono le parole di Lagarde per capire quali sono le intenzioni della Banca centrale europea sugli acquisti di titoli. Vi saranno degli incrementi del PEPP o si va verso un allentamento, oppure saranno introdotte altre misure?

Le parole di Lagarde oggi potrebbero pesare. Gli analisti si attendono una ulteriore estensione degli acquisti di titoli e anche un taglio aggiuntivo dei tassi di interesse.

Tuttavia sembra che non ci sia unanimità nel consiglio direttivo della BCE sulla strada da intraprendere. In particolare non tutti sarebbero convinti che i rendimenti stiano davvero correndo verso l’alto.

I rischi per i mercati per l’impennata dei rendimenti

Il rischio che deriva dai rendimenti obbligazionari più alti riguarda sia gli Stati che le aziende quotate in borsa.

Se da un lato interessi più alti sui titoli di Stato significano più interessi da sborsare per i governi, quando restituiscono i prestiti ricevuti; per le aziende quotate significa spendere di più per le obbligazioni sottoscritte con i rispettivi investitori e quindi anche in questo caso più interessi da elargire a detrimento delle casse delle società.

La spinta reflazionistica

A dicembre, secondo gli analisti, la BCE non si è espressa in modo deciso e chiara sulla sua linea, ma ora che appare chiaro che l’inflazione aumenterà in modo sostenuto con la riapertura delle economie, tutti si chiedono quali saranno le scelte della banca centrale.

Si chiede a questo punto una maggiore chiarezza e decisione nella direzione che prenderà la politica monetaria europea. Perché proprio sull’inflazione fino ad ora alla BCE le bocche sono rimaste abbastanza cucite o vaghe riguardo all’inflazione, ma ora i mercati vogliono conoscere e Lagarde durante la conferenza stampa non potrà sottrarsi.

Occhi puntati quindi su Francoforte questo pomeriggio e su cosa si farà contro l’impennata dei rendimenti.

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This article was originally posted on FX Empire

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