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Mercato del credito, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo

·3 minuto per la lettura

Le Borse mondiali in alcuni casi macinano record di crescita, ma nel mercato del credito è meglio essere prudenti perché le nuvole dell’incertezza non si sono dissolte del tutto.

A dirlo è Robeco società di investimenti, che in un approfondimento sul credit outlook ha invitato gli investitori a restare freddi e con i piedi piantati per terra perché non tutte le criticità sono passate.

Il fattore che viene indicato riguarda le distorsioni che stanno facendo seguito alle riaperture delle economie. Dopo più o meno un anno di chiusure e di rallentamenti delle attività produttive e una domanda di acquisto repressa, i prezzi che erano anche diminuiti ora sono in alcuni casi esplosi causando una forte inflazione. Ma anche la situazione epidemiologica in atto richiede prudenza.

Gli analisti di Robeco scrivono che “persino famosi economisti e banchieri centrali stanno cambiando idea”, ed infatti scrivono che “in periodi come questi, è meglio restare prudenti riguardo alle incognite e accettare semplicemente che, ogni tanto, è difficile comprendere il quadro d’insieme”.

Cosa è chiaro

Quel che appare chiaro è che gli Stati Uniti dovrebbero chiudere l’anno con un balzo del Pil del +10% che li porterebbe a recuperare pienamente quanto perduto nel 2020 (Pil -3,5%) e a portarsi ben oltre.

Anche l’Italia ha riferito ieri il Commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, dovrebbe chiudere l’anno con un Pil del +5%.

Altri indicatori chiari riguardano la produzione industriale che “sembra essere al culmine e l’impulso fiscale è destinato ad attenuarsi prima in Cina e poi negli USA”, scrivno gli analisti di Robero, Verberk e Bus. “Ciò significa che i mercati scontano l’attuale ripresa perfetta, ma non l’incertezza futura”, aggiungono.

Interferenza nel libero mercato

Altro fattore da non sottovalutare riguarda l’interferenza che i governi hanno necessariamente creato nel libero mercato. Le politiche straordinarie messe in campo per aiutare le imprese ha dato ai governi un ruolo che non avevano da forse 40 anni e potrebbero essere tentate di riprendersi quello che i mercati finanziari gli hanno tolto: il comando.

“Le aliquote delle imposte sulle società, la portata della pianificazione centrale e l’interferenza nel libero mercato sembrano diventati argomenti di maggiore discussione dopo l’era ‘neoliberista’ degli ultimi quarant’anni, maggiormente improntata al laissez-faire”.

Le incognite Fed

Cosa potrebbe accadere se il tapering da parte della Fed dovesse essere introdotto a breve termine? E se i tassi di interesse dovessero essere rialzati già a fine 2021 o inizi 2022?

Incognite che restano e che pesano anche sul credito. Negli ultimi mesi l’extra-rendimento è stato moderatamente positivo nel mercati del credito, ma le “performance future attese, ponderate in base alla probabilità, hanno subìto un ulteriore deterioramento. Abbiamo detto che ci aspettiamo un anno piatto o ribassista per il credito, con il primo dei due esiti identificato come migliore e più probabile. Alla luce degli attuali livelli di spread, il costo di mantenere un modesto sottopeso sul beta è estremamente basso. I livelli di pareggio sono diminuiti notevolmente”, analizzano in Robeco.

I mercati emergenti meglio posizionati

Inoltre si fa notare che i mercati emergenti hanno poco partecipato alla ripresa economica e vi è quindi un maggiore potenziale di rialzo.

In generale, invece, quel che si vede per il mercato del credito è un extra-rendimento cedolare al massimo.

“In altre parole, si prospetta un anno noioso”, affermano gli analisti di Robeco. “Crediamo sia meglio mantenere un posizionamento abbastanza prudente. Nel caso del credito, quasi tutti sembrano scommettere sul suo vigore. Questo è un mercato che non offre più una remunerazione per i rischi estremi e che è vulnerabile a sorprese negative. Il bias della conferma regna sovrano.”

This article was originally posted on FX Empire

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