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Perché chi ha un telefono Huawei non deve preoccuparsi (per ora)

Il logo Huawei (Photo by FRED DUFOUR / AFP / Getty)

Le notizie di questi giorni, con Donald Trump che invoca punizioni commerciali e con Google che ha annunciato la revoca della licenza per l'uso del software Android, hanno messo in dubbio i possessori degli smartphone Huawei: “funzionerà il mio cellulare? Cosa succederà ora?”.

In realtà allo stato attuale non ci sarebbero problemi tecnici sui cellulari del celebre marchio cinese. Le installazioni dal Play Store di Google e gli aggiornamenti continuano senza intoppi, con Google che ha confermato tutti i protocolli di sicurezza e i servizi anti-malware. Lo stop di Google riguarda solo i contratti che prevedono il rilascio di una licenza a pagamento di precise versioni di Android, equipaggiate con Play Store, Mappe, Gmail, Foto, Play Musica, Drive, Documenti e Fogli.

La quota di mercato europea per Huawei, secondo Canalys, sfiora il 25% della torta degli smartphone. Si tratta di milioni di utenti Huawei e Honor la cui maggioranza non avrebbe intenzione di cambiare cellulare per mancanza di aggiornamenti.

Per ora non ci si deve preoccupare, in quanto Google non può - nonostante la sua importante posizione sul mercato - rompere il 100% dei contratti da un giorno all'altro. Ma cosa potrà accadere in futuro?

Rimanendo sul listino attuale, lo smartphone P30 Pro, top di gamma dell’azienda di Shenzhen svelato a Parigi lo scorso marzo e in commercio da un paio di mesi, funziona correttamente con tutti i programmi della galassia Google, a partire appunto dal sistema operativo.

Nei prossimi mesi Huawei potrebbe reagire a sanzioni e limitazioni sviluppando un proprio sistema operativo, un investimento che potrebbe essere tanto oneroso quanto definitivamente risolutivo. La base sarebbe una versione di Android Open Source da rimettere in sesto, sviluppandoci sopra un Emui personalizzato. Il problema? Così facendo Huawei potrebbe essere tagliata fuori dall’universo delle applicazioni e dei servizi usati da miliardi di utenti (da Gmail a Facebook), salvo accordi singoli e spese ingenti.

Le prime vere novità potrebbero arrivare quando saranno presentati i nuovi modelli di Huawei, come il successore del Mate 20 (data d'uscita prevista: autunno 2019), e quando Google presenterà Android Q, il nuovo sistema operativo che potrebbe essere disponibile per tutti ma non per Huawei.

Un consiglio? Resta alla finestra e osserva le mosse di Trump e di Google: solo da loro si potrà capire il destino tecnologico di Huawei.

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