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Proteste contro misure Covid aumentano a Guangzhou, in Cina esplode rabbia per lockdown

Protesta per le restrizioni contro il COVID-19 a Guangzhou

SHANGHAI/PECHINO (Reuters) - Nella notte di ieri, i video diffusi dai social media hanno mostrato scontri tra i residenti della città cinese di Guangzhou e la polizia antisommossa in tuta hazmat, mentre la frustrazione per le rigide norme anti-Covid si intensifica, a tre anni dall'inizio della pandemia.

Gli scontri nella città meridionale di Guangzhou seguono l'escalation di proteste esplose nell'hub di Shanghai, nella capitale Pechino e in altre città durante il fine settimana, nella più grande ondata di disobbedienza civile della Cina continentale da quando il presidente Xi Jinping è salito al potere dieci anni fa.

Lo scontento sta aumentando mentre l'economia cinese, colpita dal Covid, si contrae dopo decenni di crescita vertiginosa, che ha costituito la base di un contratto sociale non scritto tra il Partito Comunista al potere e una popolazione le cui libertà sono state drasticamente ridotte sotto Xi.

In un video postato su Twitter, decine di poliziotti antisommossa in tenuta pandemica completamente bianca, con scudi in testa, avanzano in formazione su quelle che sembrano barriere di sicurezza abbattute mentre vengono gettati oggetti contro di loro.

In seguito si è vista la polizia scortare una fila di persone in manette verso un luogo sconosciuto.

Un altro video mostrava persone che lanciavano oggetti contro la polizia, mentre un terzo mostrava una bomboletta di gas lacrimogeno che atterrava in mezzo a una piccola folla in una strada stretta, con la gente che correva per sfuggire al fumo.

Reuters ha verificato che i video sono stati girati nel distretto Haizhu di Guangzhou, teatro di disordini legati al Covid due settimane fa, ma non è riuscita a determinare quando sono stati ripresi, né l'esatta sequenza degli eventi e cosa abbia scatenato gli scontri.

Dai post sui social media risulta che gli scontri sono avvenuti ieri sera e sono stati causati da contrasti sulle restrizioni per i lockdown.

Il governo di Guangzhou, città duramente colpita dall'ultima ondata di contagi, non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

Il China Dissent Monitor, gestito da Freedom House, finanziato dal governo statunitense, ha stimato che da sabato a lunedì si sono svolte almeno 27 manifestazioni in tutta la Cina. Il think tank australiano Aspi ha stimato 43 proteste in 22 città.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei)