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Russia vieta a investitori occidentali vendita quote in banche, energia

Il presidente russo Vladimir Putin presiede una riunione sullo sviluppo del settore metallurgico del paese, in collegamento video a Mosca

(Chiarisce progetto Sakhalin-2 non è coperto da nuovo decreto, riscrive)

MOSCA (Reuters) -La Russia ha vietato agli investitori dei cosiddetti paesi ostili di vendere quote di alcune banche e progetti energetici strategici fino alla fine dell'anno, come risulta da un decreto firmato dal presidente Vladimir Putin.

Il decreto, pubblicato oggi, vieta con effetto immediato agli investitori dei Paesi che hanno sostenuto le sanzioni contro la Russia di vendere i propri asset in accordi di co-produzione, banche, entità strategiche, società che producono attrezzature energetiche e in altri progetti - dalla produzione di petrolio e gas, al carbone, al nichel.

Il divieto riguarda quasi tutti i grandi progetti finanziari ed energetici in cui gli investitori stranieri detengono ancora delle partecipazioni, tra cui il progetto petrolifero e del gas Sakhalin-1. Ieri il gigante petrolifero statale russo Rosneft ha incolpato la ExxonMobil per il calo della produzione del gruppo di giacimenti Sakhalin-1, dopo che la major energetica statunitense ha dichiarato di essere in procinto di trasferire la sua partecipazione del 30% "a un'altra parte".

Secondo il decreto, Putin potrebbe concedere una deroga speciale in alcuni casi, e il governo e la banca centrale devono preparare un elenco di banche da sottoporre all'approvazione del Cremlino. Il decreto non menziona alcun investitore in particolare.

UniCredit, Intesa, il gruppo statunitense Citi e l'austriaca Raiffeisen continuano a cercare opzioni per uscire dalla Russia, mentre altre banche come Societe Generale e Hsbc hanno già trovato una via d'uscita.

Un altro decreto governativo firmato il 2 agosto ha dato agli investitori stranieri - Royal Dutch Shell e le giapponesi Mitsui&Co e Mitsubishi - del progetto di gas naturale liquefatto (GNL) Sakhalin-2 un mese di tempo per rivendicare le loro quote in una nuova entità che sostituirà il progetto esistente.

Shell sta cercando di ritirarsi dal progetto, mentre il governo giapponese ha ribadito il suo desiderio che le società del Paese mantengano le loro quote.

Il nuovo decreto pubblicato oggi non riguarda il progetto Sakhalin-2.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Sabina Suzzi, Francesca Piscioneri)

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