Settimana di record per Wall Street

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Si è chiusa una settimana in frazionale rialzo per le principali borse mondiali, con Wall Street che ha fatto segnare i nuovi massimi storici. Al contempo, l’indice della volatilità, Vix, ha fatto segnare i nuovi minimi storici, segnale che gli operatori non vogliono mettersi contro un rally così importante, almeno per ora. Salvo qualche correzione temporanea, il sentiment degli operatori sembra rimanere saldamente positivo e potrebbe confermarsi tale almeno fino all’annuncio delle nuove misure fiscali annunciate da Trump, che potrebbero arrivare entro i primi di marzo.

Sul fronte valutario, il dollaro sembra aver stemperato un po’ la forza in atto da inizio mese, con il cambio Eur/Usd che è arrivato al test del supporto strategico di 1,0520, prima di rimbalzare in direzione di 1,07. In uno sguardo d’insieme, l’impressione che emerge è che gli operatori sembrino essere piuttosto prudenti. I record di Wall Street e i massimi dall’estate 2015 per le borse asiatiche vengono segnati in un contesto di volumi non entusiasmanti con contestuale rafforzamento dei beni rifugio (flight to quality), come yen, franco svizzero e oro. Il metallo prezioso sembra essere tornato al centro dell’attenzione degli operatori, con il prezzo che da inizio anno è in rialzo quasi dell’8%, anche se tale movimento è in parte dovuto al dollaro statunitense. In realtà nelle ultime 13 sedute sono stati i grandi fondi ad essere tornati bullish sull’oro.

L’Europa è rimasta un po’ in affanno e proprio dal Vecchio continente arrivano i timori più importanti per i gestori. Tra Brexit, i cui negoziati dovrebbero partire a marzo subito dopo la richiesta formale dell’art. 50 da parte del Regno Unito, e le elezioni politiche, gli operatori rimangono piuttosto cauti, nonostante crediamo che molti asset siano decisamente sottovalutati. Sebbene al momento i consensi non diano chance concrete di vittoria ai partiti anti euro, il ricordo di quanto avvenuto al referendum Brexit e alle presidenziali Usa è ancora vivo e gli operatori sono consapevoli che ci si può aspettare di tutto.

Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve, la fase di correzione potrebbe durare ancora qualche seduta. Già lunedì le borse europee saranno orfane di Wall Street lunedì per via del Presidents Day e questo potrebbe portare un po’ di debolezza. Sul fronte macro, la prossima settimana si presenta piuttosto scarna di indicazioni provenienti dall’altra parte dell’oceano, mentre in Europa sono attesi i dati sull’indice IFO della fiducia delle imprese tedesche e gli indicatori PMI preliminari di febbraio. Ci aspettiamo che queste due figure possano riflettere un po’ l’incertezza politica a meno di un mese dal voto in Olanda e a poco più di due mesi da quelle francesi, come ha mostrato lo Zew questa settimana.

VINCENZO LONGO

Market Strategist

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