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Si può ricevere il vaccino o la terza dose mentre si è positivi al Covid?

·4 minuto per la lettura
(Photo: skaman306 via Getty Images)
(Photo: skaman306 via Getty Images)

Si può ricevere il vaccino o la terza dose mentre si è positivi al Covid? L’eventuale infezione in corso interferisce con l’azione del vaccino? Gli interrogativi dilagano: a causa della grandissima diffusione della variante Omicron, la positività è una condizione che riguarda inconsapevolmente sempre più persone. Tanti, infatti, sono gli asintomatici o coloro che presentano sintomi talmente leggeri da non accorgersi di aver contratto il virus.

Ergo: a meno che non si effettui casualmente un test, può succedere di ricevere il vaccino (in questa fase, soprattutto il booster) mentre si ha un’infezione in corso. “Ma farlo in maniera accidentale, magari scoprendolo in un secondo momento, non comporta particolari rischi”, rassicura all’HuffPost il professor Mauro Minelli, immunologo e responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la medicina personalizzata, chiarendo anche altri dubbi inerenti terze dosi (ma anche prime e seconde) e quarta ondata.

“Non ci sono ragioni di preoccupazione per chi dovesse ricevere il vaccino non sapendo di essere positivo al virus, in quanto non sono descritte, né sono concettualmente immaginabili, particolari controindicazioni a tale condizione”, spiega l’immunologo che specifica: “Diverso è il discorso per chi ha sintomi e ha avuto diagnosi di positività al Covid-19: in quel caso è opportuno rimandare la somministrazione isolandosi come da prassi, per tutelare anche le persone presenti negli hub, sia che si tratti di operatori sanitari che di persone recatesi lì per ricevere il vaccino”.

L’eventuale infezione in corso interferisce con l’azione del vaccino?

“No. Anzi, l’immunità naturale potrebbe addirittura potenziare quella vaccinale. Ma va specificato che, in generale, le caratteristiche individuali riferite ai singoli casi possono fare la differenza nella risposta dell’organismo al Sars-CoV-2 e nell’efficacia con cui i vaccini riescono ad esercitare la loro azione”.

Ovvero?
“Innanzitutto bisogna considerare la variante che ha causato l’infezione. Poi è necessario valutare la robustezza strutturale e funzionale del sistema immunitario del ricevente, se il soggetto presenti patologie concomitanti e/o se abbia terapie farmacologiche in corso che possano interferire nella risposta al virus. Anche la composizione quali-quantitava del microbiota intestinale può giocare un ruolo fondamentale nella difesa nei confronti del Covid-19. Vanno poi considerati gli effetti che l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico possono avere sull’organismo: diversi studi internazionali - tra cui una ricerca condotta già nella primavera del 2020 con colleghi epidemiologi e statistici dell’Università dell’Aquila - hanno evidenziato come biossido di azoto e particolato ultrasottile Pm 2.5 inducano l’organismo ad una specifica azione difensiva tramite un recettore chiamato Ace 2, al quale si lega proprio la proteina Spike del coronavirus per entrare nelle cellule umane e distruggerle. Ad un più alto tasso di questi inquinanti corrisponde, quindi, una maggiore patogenicità di Sars-CoV-2, ragion per cui la Pianura Padana, specie nella prima ondata, è risultato essere il territorio con più morti di tutta Europa. Successivamente al lockdown, con la conseguente diminuzione di emissioni per via dello stop sociale e lavorativo, la situazione è sensibilmente migliorata”.

Tornando al vademecum vaccinazioni. Se ho avuto un contatto con un positivo al Covid posso ugualmente vaccinarmi?
“Se una persona ha saputo di essere entrata in contatto con un positivo al virus ma è asintomatica, può vaccinarsi in serenità e senza bisogno di eseguire preliminarmente un tampone”.

Cosa succede se si contrae il Covid entro i 14 giorni dopo aver ricevuto almeno la seconda dose?
“Considerando che la risposta immunitaria inizia il suo cammino già dal quarto-quinto giorno successivo alla somministrazione, probabilmente la persona non andrebbe incontro a una sintomatologia importante. Il soggetto, infatti, avrebbe già sviluppato un piccolo serbatoio anticorpale, mandando in avanscoperta soprattutto IgM per rispondere all’offensiva del SARS Cov-2”.

Ho fatto due dosi di Pfizer ma come terza dose mi è stato somministrato Moderna (o viceversa). È ugualmente sicuro ed efficace?
“Assolutamente sì. La sicurezza è indiscussa e ormai numerosi studi hanno evidenziato, rispetto alle perplessità che inizialmente alcuni di noi potevano aver espresso, che la vaccinazione eterologa è addirittura più efficace di quella classica. Guardando al futuro, mi permetterei di formulare un’ipotesi allargando le possibilità della somministrazione eterologa al nuovo vaccino a proteine ricombinanti Novavax (Nuvaxovid). Trattandosi di un prodotto basato su una tecnologia già abbondantemente provata per tanti altri vaccini in uso da tempo, che non contiene materiale genetico del viru da taluni impropriamente ed ingiustamente colpevolizzato, potrebbe essere favorevolmente impiegato anche per aiutare i No Vax a superare le loro paure e spianare la strada ad un obbligo vaccinale esteso”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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