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Sulla via dell'annessione. Forse lunedi a Mosca la proclamazione ufficiale

Sulla via dell'annessione. Forse lunedi a Mosca la proclamazione ufficiale

Tutto secondo i programmi, nelle regioni orientali dell'Ucraina che hanno votato al plebiscito per l'annessione alla Russia. Dopo lo spoglio ufficiale, che ha registrato oltre il 90 per cento di SI, i governatori di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhizhia, tutti nominati dagli occupanti, si sono rivolti al presidente russo chiedendo di entrare a far parte della Federazione.

Ora la palla passa a Mosca, dove è attesa per lunedi la riunione della Duma, il parlamento russo, che dovrà formalmente accogliere la richiesta dei territori. Infine toccherà a Putin proclamare l'annessione. Da allora, le regioni sotto occupazione diventeranno suolo russo, con tutto quello che ne consegue. Un cambiamento che Kiev non intende riconoscere. Il governo ucraino, infatti, afferma di voler continuare a combattere per liberare i territori occupati.

Una condizione che Dmitry Oreskin, ex candidato alla Duma russa con l'Unione delle forze della Destra, ritiene scomoda per il presidente: "Se le forze ucraine riconquistano i territori neo-russi Putin verrà accusato di non essere stato capace di difenderli". Intervistato dall'Associated Press Oreskin aggiunge: "Penso che Putin si stia chiedendo se non sia meglio non accelerare l'annuncio dell'avvenuta annessione".

Come accadde già nel 2014 con la Crimea, i paesi occidentali, ma anche l'Unione eruopea, l'India e la Cina, ribadiscono di non riconoscere il referendum e le sue conseguenze, e difendono l'integrità territoriale dell'Ucraina. Stati Uniti, Regno Unito, Canada e altri paesi occidentali hanno dichiarato che non riconosceranno l'annessione, mentre l'Unione Europea sta valutando di imporre nuove sanzioni e di fissare un tetto al prezzo del petrolio russo.