Gli uomini più ricchi d'Europa nel 2012 secondo Bilan

Il magazine online svizzero dedicato al mondo della finanza stila la graduatoria dei miliardari del Vecchio Continente

Alle classifiche delle persone più ricche del mondo siamo abituati. Più rare invece sono le graduatorie dei miliardari d’Europa. A realizzarne una è il magazine economico online svizzero Bilan, che ha individuato le cento maggiori fortune del Vecchio Continente. La regola per essere menzionati in questo particolare ranking è solo una: possedere almeno 5 miliardi di franchi svizzeri, ovvero 4,16 miliardi di euro.

Al primo posto della classifica c’è lo svedese Ingvar Kamprad, il fondatore della multinazionale dell’arredamento Ikea. E’ tuttavia difficile stabilire a quanto ammonta il suo patrimonio perché Kamprad ha trasferito la maggior parte delle sue ricchezze nella sua fondazione filantropica. Pertanto, se si contabilizza o meno questo trasferimento di denaro, il suo patrimonio è stimato tra i 2,4 e i 30 miliardi di euro.

Al secondo posto c’è lo spagnolo Amancio Ortega Gaona, l’ideatore di un altro brand molto noto anche in Italia: Zara. Oltre ad aver creato il marchio di abbigliamento low cost, Ortega Gaona (patrimonio: 26,6 miliardi di euro) è il proprietario di Inditex, il terzo gruppo tessile più grande del mondo. In terza posizione, ancora abiti, visto che il gradino più basso del podio è occupato dalla famiglia tedesca Brenninkmeijer (patrimonio: 23,2 miliardi di euro), proprietaria della catena di negozi C&A.

Il quarto posto è occupato dalla famiglia francese Mulliez (patrimonio: 21,1 miliardi di euro), che ha in mano il colosso della grande distribuzione Auchan, che comprende marchi come Leroy Merlin e Decathlon. Al quinto c’è invece Bernard Arnault (17,8 miliardi di euro), numero uno di Lvmh, la maggiore multinazionale specializzata in beni di lusso (tra i suoi marchi: Moët et Chandon, Bulgari, Dior, Louis Vuitton, Fendi, Givenchy, Sephora). Subito dietro, in sesta posizione, ancora Francia con Liliane Bettencourt, la maggiore azionista del gruppo di cosmetic L’Oreal: la sua fortuna ammonta a 17,3 miliardi di euro.

Per trovare un po’ di Italia si deve arrivare al settimo posto, che è occupato dalla famiglia Ferrero (16,3 miliardi di euro), famosa nel mondo per la Nutella e per altri prodotti dolciari come i Ferrero Rocher, Mon Chéri e Tic Tac. Alla posizione numero 8 c’è invece il tedesco Karl Albrecht (16 miliardi di euro), proprietario dei supermercati discount Aldi. Seguono, al nono posto a pari merito (con un patrimonio di 15,7 miliardi di euro, il patron della svedese H&M, Stefan Persson e la famiglia tedesca Berthold con Theo Albrecht junior, a capo della sezione Nord Europa dei supermercati Aldi.

Gli altri italiani in classifica? Il primo al di fuori della top 10 è il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, al 35° posto con un patrimonio di 8,7 miliardi di euro. Alla posizione numero 43 troviamo invece la coppia dell’alta moda e del lusso formata da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, le fortune dei quali ammontano a 7,9 miliardi di euro. Più giù, al sessantesimo posto, la famiglia Benetton (6,3 miliardi di euro), esportatrice in tutto il mondo di un marchio simbolo del made in Italy. Sempre nel campo della moda, la vera punta di diamante dell’italianità all’estero, nella top 100 c’è Giorgio Armani, che con i suoi 5,5 miliardi di euro – le stime, lo ricordiamo, sono del magazine svizzero – si piazza alla posizione numero 67. Per il Belpaese c’è ancora spazio in classifica con i fratelli Paolo e Gianfelice Rocca (82° posto, 4,6 miliardi di euro), a capo di Techint, un gruppo che riunisce un centinaio di società attive nel campo delle costruzioni, della sicurezza e della sanità. L’ultimo degli italiani in graduatoria è sicuramente il più conosciuto di tutti. Si tratta dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, dopo aver perso la leadership del governo e del suo partito, ha anche perso colpi per quanto riguarda le sue ricchezze. Si piazza infatti all’85° posto, con “solo” 4,5 miliardi di euro.

Dalla classifica emergono alcune indicazioni interessanti che riguardano tutta l’economia europea. La prima è che i settori produttivi da cui provengono la maggior parte dei miliardari del Vecchio Continente sono quelli della cosiddetta “vecchia economia” (abbigliamento, retail, materie prime, siderurgico, cosmetici…) mentre è pressoché assente la “new economy” (Internet, telefonia mobile, hi tech…). Un altro dato rilevante è l’ampia presenza, tranne che nelle prime dieci posizioni, di imprenditori e manager russi che hanno sfruttato la fine dell’era sovietica acquisendo il controllo delle maggiori aziende di Stato. Il numero di “oligarchi” miliardari provenienti dalla Russia è in costante aumento. Segno che l’economia di Mosca, nonostante le limitazioni alla democrazia, è in costante crescita. Occhio all’oro della steppa.