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Usa, Covid-19 affossa economia in secondo trimestre, outlook incerto

di Lucia Mutikani

di Lucia Mutikani

WASHINGTON (Reuters) - Nel secondo trimestre l'economia statunitense ha subìto una contrazione al ritmo più drastico dai tempi della Grande depressione, a causa dei gravi danni inflitti dalla pandemia di Covid-19 alle spese di consumatori e aziende, con l'aumento dei nuovi casi di contagio minaccia la ripresa ancora acerba.

Nell'ultimo trimestre il Pil Usa è crollato a un tasso annualizzato del 32,9%, la peggiore contrazione sin dall'inizio delle rilevazioni governative nel 1947, secondo quanto comunicato dal dipartimento del Commercio. La contrazione del Pil ammonta a oltre il triplo del precedente calo storico, ovvero il -10% rilevato nel secondo trimestre del 1958. Nel primo trimestre l'economia ha subìto una contrazione del 5,0%.

Gli economisti intervistati da Reuters stimavano un calo del 34,1% del Pil nel trimestre tra aprile e giugno.

Buona parte della storica contrazione è avvenuta ad aprile, quando le attività sono state quasi completamente sospese, in seguito alla chiusura a metà marzo di ristoranti, bar e stabilimenti, nel tentativo di frenare la diffusione del virus.

Nonostante la ripresa delle attività a partire da maggio, la crescita è rallentata nuovamente a causa dell'aumento dei nuovi casi di contagio, specie negli stati federali meridionali e occidentali, più densamente popolati, dove le autorità locali hanno deciso di chiudere nuovamente le attività o sospenderne la riapertura. Questo sottrae ottimismo circa la presunta rapida ripresa del terzo trimestre.

Ieri il presidente di Federal Reserve Jerome Powell ha riconosciuto il rallentamento dell'attività economica. La banca centrale ha mantenuto i tassi d'interesse vicini allo zero, promettendo di continuare a iniettare liquidità nell'economia.