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Verso Marte e oltre. Il futuro dell’umanità secondo Elon Musk

·5 minuto per la lettura
John Elkann presidente Stellantis, conversa con Elon Musk durante Italian Tech Week Torino 2021 presso le OGR, Torino, 24 settembre 2021 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO (Photo: Alessandro Di Marco/ANSA)
John Elkann presidente Stellantis, conversa con Elon Musk durante Italian Tech Week Torino 2021 presso le OGR, Torino, 24 settembre 2021 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO (Photo: Alessandro Di Marco/ANSA)

“Dobbiamo diventare una specie multiplanetaria. Non ci fermeremo solo su Marte. Andremo al di là del sistema solare”. In Texas sono da poco passate le quattro della mattina, ma l’entusiasmo di Elon Musk, collegato in videoconferenza con l’Italian Tech Week di Torino, non ha limiti. Non si sa se il fondatore di SpaceX e amministratore delegato di Tesla debba ancora andare a dormire o si sia appena svegliato quando si collega con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e John Elkann, amministrato delegato di Exor, la holding della famiglia Agnelli, nonché editore di Gedi. Il palcoscenico del dialogo a tre sono le Officine Grandi Riparazioni del capoluogo piemontese, dove si sta tenendo la kermesse dedicata al mondo dell’innovazione tecnologica.

“Io e Elon ci conosciamo da quasi dieci anni” ricorda Elkann. Nel 2014 i due imprenditori si sono incontrati in Sicilia. “Parlammo di intelligenza artificiale, rapporti uomo-macchina e del futuro dell’umanità in un sistema multiplanetario”. I cavalli di battaglia di Musk, in altre parole, che approfitta dell’evento torinese per rilanciare il suo manifesto: “Puntiamo ad arrivare su Marte e costruire laggiù una civiltà autonoma. Ma non dobbiamo fermarci lì. L’universo è enorme. Sono certo che in altre galassie prosperino altre forme di vita, altre civiltà. Dobbiamo garantire la nostra esistenza lontano dalla Terra. E ciò su cui stiamo lavorando”. Un obiettivo condiviso dal capo di Exor.

In attesa di trasferirsi su altri pianeti, l’umanità deve però risolvere i problemi della Terra. “Combattere l’inquinamento è la grande sfida. Il problema è l’energia che utilizziamo per alimentare le nostre economie. Il futuro sarà sempre più elettrico, soprattutto per le auto” prevede Musk. “Ma sul breve termine l’elettrico non sarà sufficiente a sostituire l’energia che otteniamo dalle centrali a carbone, dannosissime per la nostra salute e per quella del pianeta. Secondo me dovremmo puntare anche sul nucleare. Le nuove tecnologie del settore rendono l’energia nucleare molto sicura”.

Ma il futuro resta legato alle fonti rinnovabili. L’energia solare è l’orizzonte su cui convergono le previsioni di Musk ed Elkann. “L’energia che possiamo ottenere grazie al Sole è sottostimata” afferma il presidente di SolarCity, azienda specializzata nella produzione di pannelli fotovoltaici, rilevata da Musk nel 2016. “Nelle aree più soleggiate del pianeta si può ottenere un gigawatt di energia per chilometro quadrato. Per installare l’infrastruttura necessaria basteranno piccoli appezzamenti di terreno distribuiti in vari paesi. Così risolveremo per sempre il problema dell’energia sulla Terra”.

Le rinnovabili sono l’unica strada per ridurre le emissioni di carbonio. Lo sanno bene in Tesla, che è diventata la prima grande azienda dell’automotive a produrre solo auto elettriche su larga scala. Una storia di successo, “ma abbiamo rischiato il fallimento tipo 6-7 volte. Il momento peggiore – ricorda Musk – è stato nel 2008. Eravamo una piccola azienda di auto elettriche, praticamente l’unica che c’era all’epoca. Auto costose, molto più di oggi. Trovare fondi era difficile. Ci siamo salvati il giorno prima di Natale, ultima data utile per trovare i finanziamenti e non finire in bancarotta. Un’esperienza che mi ha insegnato molto”. I momenti no per un’azienda ci sono anche in realtà affermate con Fiat, oggi parte del gruppo Stellantis: “All’inizio degli anni Duemila abbiamo rischiato di porre fine ad una storia secolare” spiega Elkann. “Il segreto è essere consapevoli che guidare un’azienda è come andare sulle montagne russe. Alti e bassi. L’importante è non abbattersi quando si è sotto pressione”.

Viaggi interplanetari e mobilità sostenibile. Ma non solo. Le attività di Musk abbracciano numerosi settori, tutti caratterizzati da un alto tasso di innovazione: “Con Neuralink studiamo un metodo per far comunicare cervello umano e apparecchi tecnologici. Una tecnologia fondamentale in ambito sanitario. Possiamo aiutare i tetraplegici a utilizzare il pensiero per comunicare con altre persone, oltre che utilizzare PC e smartphone. Stiamo testando i nostri chip nel cervello delle scimmie. L’obiettivo è iniziare la sperimentazione umana entro 6 mesi. Poi cercheremo di capire se è possibile sviluppare una tecnologia per comunicare con gli animali attraverso il pensiero. Pensate che figata parlare con il proprio cane”.

Oltre alla simbiosi uomo-macchina di Neuralink, Musk ha anche parlato di tunnel sotterranei per risolvere il problema del traffico. “L’elettrificazione del trasporto aereo è un’altra frontiera che dovremo superare. Certo, prima vanno risolti i problemi legati alla pandemia, ad esempio la carenza di semiconduttori. Credo che l’anno prossimo la produzione di chip tornerà alla normalità. Sono molto ottimista su tutto. La nostra è un’epoca entusiasmante”. Anche se, per John Elkann, ci sono cose che non cambiano mai: “Una Ferrari a guida autonoma? Impossibile. Lo spirito del Cavallino rampante sta nella possibilità di poterlo guidare”. Alla fine del dialogo moderato da Molinari, quando in Texas sono circa le 5.30, la promessa di Musk: “L’anno prossimo a Torino ci sarò. Non vedo l’ora”.

La mattinata alle Grandi Officine torinesi non ha visto solo la partecipazione del visionario imprenditore sudafricano. Ad intervenire, anche il Ministro per l’Innovazione Tecnologica Vittorio Colao, che ha rilanciato i piani del governo per la modernizzazione del paese: “Infrastrutture, giustizia, Pubblica Amministrazione. Dobbiamo digitalizzare tutta l’Italia. Siamo a buon punto, la crescita annuale è stata rivista al 6%, oltre le previsioni. Ma non dobbiamo riposarci sugli allori. La nostra ambizione è stare tra i migliori nel 2026 e continuare a rimanere tali”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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