Italia markets open in 1 hour 58 minutes
  • Dow Jones

    31.535,51
    +603,14 (+1,95%)
     
  • Nasdaq

    13.588,83
    0,00 (0,00%)
     
  • Nikkei 225

    29.421,17
    -242,33 (-0,82%)
     
  • EUR/USD

    1,2029
    -0,0030 (-0,25%)
     
  • BTC-EUR

    40.600,54
    +1.620,17 (+4,16%)
     
  • CMC Crypto 200

    978,24
    -8,41 (-0,85%)
     
  • HANG SENG

    29.030,73
    -421,84 (-1,43%)
     
  • S&P 500

    3.901,82
    +90,67 (+2,38%)
     

Atletica, assolto Alex Schwazer: "Nel 2016 non ci fu doping"

Primo Piano
·1 minuto per la lettura
Alex Schwazer of Italy reacts after winning the men's 50km walk in the athletics competition of the Beijing 2008 Olympic Games in the National Stadium August 22, 2008.     REUTERS/Ruben Sprich (CHINA)
REUTERS/Ruben Sprich (CHINA)

Assoluzione per non aver commesso il fatto. Così si è espresso il giudice per le indagini preliminari (gip) del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, che ha disposto l'archiviazione del procedimento penale a carico di Alex Schwazer assecondando la richiesta del pubblico ministero. 

L'atleta altoatesino, fermato per doping dopo un controllo a sorpresa nel quale risultò positivo nel 2016, era finito al centro di un'indagine rimediando una squalifica di otto anni per doping vista la sua recidività. Schwazer aveva sempre negato di aver usato sostanze dopanti in quel periodo (al contrario del 2012 quando ammise di aver infranto le norme) contestando la validità del test e dichiarandosi vittima di un complotto. Giampietro Lago, Ris di Parma, aveva riscontrato anomalie sulle urine (conservate nel laboratorio Wada di Colonia) del corridore. 

Nonostante l'archiviazione però Schwazer non potrà partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo, vista la squalifica fino al 2024 che gli ha inflitto il Tas di Losanna. Alla luce della decisione del Tribunale di Bolzano, il 36enne campione olimpico di Vipiteno potrebbe ora rivolgersi alla Corte Federale Svizzera per annullare la squalifica che lo vedrebbe fermo ai box per altri tre anni.

VIDEO - Doping, i casi più famosi