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Bombardieri: "Renzi e Calenda ci criticano, ma hanno precarizzato il lavoro"

·5 minuto per la lettura
Pierpaolo Bombardieri (Photo: ANGELO CARCONIANSA)
Pierpaolo Bombardieri (Photo: ANGELO CARCONIANSA)

“La polemica di Fornero, Renzi e Calenda sui sindacati che fanno la guerra ai giovani è frutto di visioni fantasiose. È strano che facciano questa riflessione proprio loro che hanno precarizzato il lavoro”. Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri non ci sta a incassare il colpo che arriva dal fronte di chi imputa ai sindacati la grande colpa di occuparsi dei pensionati e non dei giovani. “Forse - dice in un’intervista a Huffpost - gli è sfuggito che nella piattaforma che abbiamo presentato a Draghi c’è la pensione di garanzia per i giovani”.

Segretario, partiamo dalla rottura con il Governo. La scena di Mario Draghi che si alza e se ne va prima che la riunione finisca parla da sola. A caldo avete parlato di mobilitazione. Arriverete a proclamare lo sciopero generale?

Nulla è escluso, non abbiamo cancellato il termine sciopero dal nostro vocabolario.

Sciopero sì o no?

Già sabato, insieme a Cgil e Cisl, valuteremo come muoverci, avviando un percorso di mobilitazione che, ripeto, non esclude neppure lo sciopero.

Entriamo nel merito delle questioni. Quella che proponete sulle pensioni è di fatto una controriforma. Dentro c’è di tutto, da quota 41 che costa 9 miliardi all’anno ad altre misure onerose. Insomma servirebbe una manovra solo per le pensioni. Non è una richiesta fuori contesto?

Innanzitutto dal punto di vista economico bisogna separare assistenza e previdenza: se noi togliamo la seconda dalla prima allora togliamo quasi tre punti percentuali di Pil alla spesa: scendiamo dal 16% al 13,8%, esattamente in linea con gli altri Paesi europei. Certo, le riforme costano, ma se la questione è la disponibilità economica allora dovremmo chiederci dove andare prendere i soldi.

Dove? I margini di spesa sono ridotti a meno che non si decida di tagliare altra spesa pubblica, cioè la sanità o l’istruzione ad esempio, o alzare le tasse. Come si finanzia la vostra piattaforma?

C’è il grande bacino dell’evasione fiscale, si può rivedere la tassazione delle multinazionali. Se si vuole i soldi si possono trovare, ma bisogna volerlo.

Mi permetta un’obiezione. Si sapeva dal primo giorno in cui Draghi è arrivato a palazzo Chigi che non c’era lo spazio, politico ed economico, per la cancellazione della riforma Fornero. Perché insistere ancora dopo dieci anni?

Le grandi crisi sono occasioni per grandi cambiamenti. Dopo la pandemia non c’è nulla di così assestato da non poter essere messo in discussione. E d’altronde ogni volta che facciamo una scelta c’è sempre qualcuno che ci dice che non è il momento giusto.

Il sindacato non rischia di restare intrappolato nell’ossessione dell’uscita anticipata? Alla fine quota 100, che permetteva di lasciare prima il mondo del lavoro, non è stata così apprezzata dai lavoratori.

Non abbiamo mai sostenuto quota 100, ma in ogni caso è utile ricordare anche che quando parliamo di età media forse dovremmo ricordarci che negli altri Paesi questa età è tra i 63 i 64 anni, non 67. In Italia 67 è l’età media da dieci anni. Sarebbe interessante capire con quali risultati e dove sono finiti i soldi che sono stati risparmiati.

Portare l’età per la pensione a 62 o fare quota 41, prendendo in considerazione solo i contributi, non assicura però un ricambio generazionale. Quota 100 ha dimostrato che non basta mandare in pensione prima i lavoratori anziani per far entrare i giovani. Perché con le vostre proposte dovrebbe essere diverso?

È vero, non c’è un automatismo ma non c’è perché i 700mila posti di lavoro che si sono creati sono precari, a tempo determinato. Proprio per questo respingiamo le speculazioni di chi ci accusa che siamo contro i giovani e chiediamo di parlare di tutele del lavoro.

Cosa chiedete?

Il potenziamento del welfare, ma è fondamentale anche la formazione, soprattutto per chi ha il reddito di cittadinanza. Le sembra normale che chi versa per più di vent’anni prende una pensione più bassa di chi ha il reddito di cittadinanza? Al Governo però sfugge una visione d’insieme.

Cioè?

La società si sta trasformando, dobbiamo mettere in piedi la transizione ecologica e quella digitale. Noi chiediamo di affrontare questa trasformazione con strumenti in grado di garantire queste transizioni. Se non affrontiamo questi temi non creiamo un’occupazione stabile e non andiamo da nessuna parte.

Andiamo al concreto. Cosa proponete per i giovani?

Nella nostra piattaforma c’è una pensione di garanzia proprio per i giovani.

Chi paga i buchi contributivi e in generale l’assegno che prende in considerazione anche i periodi di disoccupazione e di formazione?

Serve uno sforzo dello Stato. Il lavoro e le pensioni sono un tema anche di sostenibilità sociale, oltre che economica. È un peccato grave dirlo? Se non interveniamo ora, dovremmo farlo dopo. Intanto però i poveri aumentano e siamo arrivati a circa 5 milioni. Chi dice che bisogna solo risparmiare non tiene conto della compatibilità di questa considerazione con lo stato sociale: è una visione miope.

Renzi, Calenda e molti altri dicono che a essere miopi sono i sindacati.

È strano che facciano questa riflessione proprio loro che hanno precarizzato il lavoro con il Jobs Act. Se ci troviamo con il rischio che i giovani vadano in pensione a 70 anni e con pensioni da fame forse è il caso di chiedersi di chi è la colpa. E la colpa è di chi ha reso precario il lavoro.

Al di là delle colpe, facciamo un momento di autocritica. Non state tirando troppo la volata ai pensionati e lasciando indietro i giovani?

Non capisco perché bisogna mettere le due cose in contrapposizione. Noi vogliamo un percorso comune in cui si dà sicurezza a tutti. Quest’anno abbiamo dato 170 miliardi di aiuti alle imprese senza condizionalità. Giustissimo, bisogna farle ripartire, ma abbiamo dato questi soldi anche a quelle aziende che pagano le tasse nei paradisi fiscali. Possibile che i soldi siano un problema solo quando si parla di lavoro e pensioni?

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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